Baharier: «Usare l’intelligenza del cuore»

6 Novembre 2014

Lo studioso della Bibbia e del pensiero ebraico all’incontro della Caritas sui Dieci comandamenti

LANCIANO. Imparare a guardare la propria vita e aprirla poi agli altri attraverso l’intelligenza del cuore. Così il dialogo tra il Decalogo, ossia le 10 parole, più che i 10 comandamenti, e la società in cui viviamo è ancora possibile. É quanto emerso durante il convegno organizzato ieri dalla Caritas dell’Arcidiocesi Lanciano-Ortona: “Decalogo e società: dialogo ancora possibile?” Evento legato al progetto socio-culturale “I Giorni dell’Otium” giorni di riflessione sui temi che emergono di più nei centri di ascolto diocesani. Un convegno che oltre a dare risposte ha sollevato altri interrogativi sul valore stesso delle parole; quelle millenarie della Bibbia e quelle usate oggi anche dai giornali. Parole interrogativi, riflessioni fatte dal direttore del Centro Mauro Tedeschini, dal vescovo Emidio Cipollone, dal moderatore Luigi Cuonzo ma soprattutto dal professor Haim Baharier che è tra i principali studiosi di ermeneutica biblica e del pensiero ebraico. «Il decalogo, le 10 regole», ha detto monsignor Cipollone, «sono l’esempio di come due culture, due religioni possano leggere in modo diverso lo stesso testo, ma alla fine gli danno la stessa importanza. Le 10 parole “condensano” 613 precetti, ma a loro volta possono essere ridotte ad un unica parola: Amore”. «Quando ero bambino», ha fatto notare Tedeschini, «i nostri comportamenti, anche il gioco, erano analizzati guardando ai comandamenti. Oggi è diverso, c’è una sorta di “religione fai da te”. Si costruisce in base al proprio quotidiano senza conoscere neanche più le regole. Si fa confusione. Una testimonianza l’ha raccolta Benigni che ha chiesto alla gente se conosce i comandamenti e ha avuto risposte del tipo: “Non uccidere la donna d’altri”, “non rubare durante le feste”. Risposte che fanno sorridere ma danno l’idea della caos che c'è su 10 parole che sono ancora attuali. Credo però che ci sia un comandamento possa racchiudere tutti ed evitare confusioni: ama il prossimo tuo come te stesso». Una certezza? No, il professor Baharier tra aneddoti, racconti biblici, invita ad andare oltre le certezze, a leggere le parole, capirle, analizzarle. «Il testo biblico non parla di amore, non dice di amare il prossimo come te stesso», ha detto Baharier, «perché se tu non ti ami, che succede? Il testo dice: quello che non vorresti sia fatto a te, non farlo al tuo amico. Le parole hanno significati diversi. Sono un viaggio e le 10 parole sono il viaggio dell’umanità . Un viaggio in cui ognuno di noi deve vedere dentro se stesso per poi aprirsi agli altri. La scrittura è l’altro nome della libertà, ti fa cimentare con il pensiero. Per vivere in questa società bisogna pensare, usare l’intelligenza del cuore, perché il cuore da solo non funziona».

Teresa Di Rocco