Ball, due aziende del territorio pronte a rilevare il sito

San Martino. Le ditte decise a collaborare per rioccupare tutti Stasera a Roma incontro decisivo. I sindacati: «C’è speranza»
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Due aziende si dicono disponibili a rilevare il sito industriale Ball a Campotrino. Dopo tante cattive notizie, si riaccende la speranza per la settantina di dipendenti della fabbrica di lattine che l’11 ottobre scorso ha saputo all’improvviso che da gennaio non avrebbe più avuto un posto di lavoro. Le due aziende disponibili a reindustrializzare il sito di Capotrino sono una realtà industriale della provincia, vicinissima alla Ball, e una multinazionale americana che ha una delle due sedi italiane in Val di Sangro. E la novità e che le due aziende collaborerebbero insieme per mettere in campo un unico piano industriale in grado di riassorbire tutti i lavoratori Ball.
«Forse per la prima volta in questa difficile vertenza iniziamo a nutrire un po’ di fiducia e di speranza», dice il sindacalista Fiom Cgil Andrea De Lutis, «ci sentiamo forti della compattezza e unità dimostrata sinora e sappiamo di aver lavorato bene a tutti i livelli». «Adesso dobbiamo pensare innanzitutto all’incontro di questa sera», continua Dorato Di Camillo della Fim Cisl, «che è propedeutico ai passaggi successivi della reindustrializzazione e rioccupazione. Ci sediamo al tavolo del ministero dello Sviluppo economico essenzialmente con un duplice obiettivo: ottenere un anno di cassa integrazione e incentivi adeguati per i lavoratori».
L’incontro di oggi è senza dubbio decisivo. Saranno presenti il vice capo di gabinetto del Mise Giorgio Sorial, il presidente della Regione Giovanni Lolli, il sindaco di San Martino Luciano Giammarino, i sindacati nazionali, Mirco Rota per la Fiom Cgil e Michele Zanotto per la Fim, De Lutis e Di Camillo e i tre componenti della rappresentanza sindacale unitaria Domenico Adorante, Giuseppe Grazioso e Licio Marascia. Fuori, ad aspettarli, ci sarà, come al solito, una folta delegazione di lavoratori.
Fino a qualche giorno fa la prospettiva per gli operai era quella di passare il Natale con la lettera di licenziamento in mano. Procedura di licenziamento che, tra l’altro, neanche a farlo apposta, si conclude proprio il giorno di Natale. Adesso, invece, gli operai possono tornare a sperare.
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