Ball, lunedì altro sciopero Il caso va in Parlamento

20 Ottobre 2018

San Martino. I 70 operai vogliono partecipare all’incontro sindacati-industriali Licheri (Sinistra Italiana): emorragia di posti di lavoro in questo territorio 

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA Cresce l’attesa per il primo incontro con la proprietà previsto per lunedì pomeriggio nella sede dell’Associazione industriale di Chieti-Pescara.. A quasi dieci giorni dall’improvvisa notizia della chiusura della Ball, fabbrica di lattine di San Martino sulla Marrucina, i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl sono riusciti a ottenere un primo incontro per impostare la vertenza sindacale. Il vertice partirà alle 15 e la delegazione sindacale ha intenzione di presentarsi con tutta la forza dei 70 dipendenti che rischiano il posto di lavoro insieme ai 15 addetti dell’indotto. Per lunedì, infatti, è stato indetto un nuovo giorno di sciopero, proprio per permettere ai lavoratori di seguire l’incontro da vicino.
E intanto c’è chi già pensa a portare il caso fino in Parlamento. «Sinistra italiana», dice il segretario regionale Daniele Licheri, «non può rimanere ferma davanti a un’emorragia di posti di lavoro che coinvolge il territorio pedemontano del Chietino: una situazione gravissima in un momento storico in cui l’Abruzzo vive già una grave crisi industriale. Se poi si considera che la Ball è una azienda sana che produce utili, non chiude certo per la crisi o per una scellerata gestione finanziaria, la situazione diventa intollerabile». Licheri chiede un immediato intervento della Regione e annuncia che il deputato di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, «è pronto a interrogare il ministro chiedendone un intervento diretto».
Il sindaco di San Martino sulla Marrucina, Luciano Giammarino, non appena appresa la notizia, ha scritto invece al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo aiuto affinché non fosse inferto questo duro colpo al piccolo centro delle zone interne della provincia di Chieti, che conta meno di mille abitanti. Strade impercorribili, chiusure di ogni genere, dai presidi sanitari agli uffici postali, San Martino non potrebbe sopportare anche la chiusura del sito industriale dell’unica multinazionale presente sul territorio. Considerato anche il fatto che, a pochi chilometri di distanza, nel territorio comunale di Pretoro, un’altra azienda, questa volta italiana, la Lazzaroni, ha trasferito ciurca 100 lavoratori a Isola del Gran Sasso.
In tutti e due i casi la proprietà ha intenzione di spostare la produzione. La Ball vuole aprire una nuova linea di produzione di lattine nello stabilimento di Nogara, in provincia di Verona, chiudendo quello di Campotrino a San Martino. La Lazzaroni, invece, vuole chiudere il sito industriale di Pretoro per spostare la produzione nel Teramano. (f.d.)
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