Bambinello trafugato, gli autori si scusano

5 Gennaio 2024

Lettera al sindaco: «Atto di stupidità, perdonateci». Di Giuseppantonio pronto a ritirare la denuncia

FOSSACESIA. Si fanno vivi i responsabili dello spostamento del Bambinello, nella notte del 30 dicembre. Gesto motivato dall’appello del sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, che all’indomani della scoperta della statuina sparita dalla capanna allestita nella piazza principale, aveva chiesto agli autori dell’episodio di rivelare la loro identità e porgere scuse alla popolazione, rimasta sgomenta per l’insolita circostanza.
Ed ecco che qualcosa si è mosso: il sindaco ha ricevuto una lettera di scuse, ma anonima. La lettera, inserita sotto la porta dell'ufficio anagrafe e stato civile del Comune, in via Marina, spiega che il gesto non era mirato a offendere la religione o urtare la sensibilità altrui, ma semplicemente un atto goliardico tra amici, fatto senza riflettere sulle conseguenze morali e legali, che avrebbe comportato il gesto fatto con troppa superficialità. Nella lettera, scritta a computer, gli autori chiariscono: "Volevamo innanzitutto scusarci per il nostro gesto giudicato come un atto di vandalismo. Non abbiamo arrecato alcun tipo di danno al Bambin Gesù, ma lo abbiamo semplicemente spostato da un luogo all'altro, sempre nei confini del paese, anche in un luogo visitato come l'abbazia di San Giovanni in Venere, in modo che sicuramente sarebbe stato ritrovato. Chiediamo ulteriormente scusa ai cittadini che si sono ritenuti offesi per questo gesto barbarico e speriamo che la comunità possa perdonare questo atto di stupidità".
Il sindaco Di Giuseppantonio, che dopo la scoperta dell’accaduto ha presentato una denuncia dai carabinieri, ha dichiarato: «Ho apprezzato il pentimento degli autori, ma mi aspetto da loro una telefonata chiarificatrice prima di fermare l’azione d’indagine avviata dagli uomini dell’Arma. Mi auguro che qualcuno di loro si faccia sentire per capire meglio cosa li ha spinti a spostare il Bambinello. Io non rivelerò a nessuno le loro identità. Intanto, apprezzo davvero la loro lettera».
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