Bambini e 50 associazioni alla marcia per la pace

A Vasto in centinaia partecipano alla manifestazione e condannano la guerra La testimonianza di un’ucraina: «I miei figli rischiano la vita sotto le bombe»
VASTO. «La vostra vicinanza mi aiuta e mi dà la forza. Vedo tantissimi bambini. Sono molto felice che ci siano perché i miei figli, che sono maggiorenni, sono rimasti in Ucraina. Ogni giorno mi alzo la mattina pregando Dio che arrivi un loro messaggio. Nel 2022 non possono succedere cose del genere in nessuna nazione. Grazie mille per essere qui». È iniziata con la commovente testimonianza di Nadia, una giovane donna ucraina che insieme al marito vive in Italia da anni, la manifestazione per la pace organizzata da un gruppo di associazioni vastesi. Con la voce spezzata dal pianto, Nadia ha raccontato la sua storia e il dramma di una guerra che definire assurda è poco. Centinaia le persone che si sono radunate in piazza Rossetti nel cuore del centro storico – trecento per gli organizzatori – per dare vita a un flash mob contro la guerra. Una piazza gremita e colorata che ha portato calore in una freddissima giornata di fine inverno. Presenti anche il sindaco Francesco Menna e gli assessori Felicia Fioravante, Nicola Della Gatta, Anna Bosco e Paola Cianci. Tra i partecipanti tantissimi bambini che nei giorni precedenti la manifestazione hanno lavorato in classe con le loro maestre per preparare cartelli e striscioni sulla pace.
Circa cinquanta le associazioni che hanno aderito all’iniziativa, non solo di Vasto e di San Salvo, ma anche di fuori regione. Alcune di loro hanno portato la loro testimonianza di vicinanza al popolo ucraino e illustrato le iniziative messe in campo, come la raccolta di generi alimentari e di beni di prima necessità. O l’aiuto ai bambini con malattie oncologiche. «Siamo qui per testimoniare la nostra voglia di pace, in tutte le sue forme», ha esordito Rosaria Spagnuolo, presidente della Ricoclaun, «è un momento molto difficile per l’Europa e per il mondo. Noi non possiamo risolvere i conflitti, ma siamo una testimonianza, una meravigliosa testimonianza di unità e di coesione. In questa piazza ci sono i rappresentanti di tantissime associazioni, alcune arrivate anche da fuori regione che hanno saputo della nostra iniziativa e hanno voluto partecipare».
Oltre alla lettura di brani e poesie sulla pace, con sottofondo musicale, ci sono stati anche interventi come quello di don Domenico Spagnoli, parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore che ha evidenziato l’importanza della «cultura della pace». O quello di Nicholas Tomeo, referente del Forum civico ecologista che ha rimarcato la necessità del disarmo, ricordando le tante guerre che ci sono nel mondo. Lo striscione della Consulta giovanile, con la scritta “La guerra è quella lezione di storia che non abbiamo mai imparato”, ha chiuso la manifestazione.

