Bambino nato morto, assolti mamma e papà

Erano finiti sotto processo per interruzione illecita di gravidanza, il giudice: «Il fatto non sussiste»
CHIETI. Assolti perché il fatto non sussiste. Secondo il giudice del tribunale di Chieti Giulia Colangeli, i genitori di un bambino nato morto il 12 giugno del 2018 a Francavilla al Mare non hanno alcuna responsabilità per quella tragedia.
LE PRIME ACCUSE
Inizialmente A.D.L., 29 anni, e il compagno S.D’A., 37 anni, avevano ricevuto un avviso di garanzia con l’accusa di omicidio volontario aggravato. L’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio aveva però accertato che il feto era nato morto, tant’è che la stessa procura aveva chiesto l’archiviazione. Ma dal giudice era arrivato l’ordine di disporre l’imputazione coatta, ritenendo che la ragazza, alla trentaduesima settimana di gestazione, «in assenza dei presupposti di legge», avesse interrotto «illecitamente la gravidanza in quanto assumeva metadone senza alcuna mirata gestione della terapia di disassuefazione e, nonostante la continua presenza di perdite di sangue», avesse omesso «di sottoporsi a opportuni controlli, esami diagnostici e terapie, sino alla morte del feto e all’aborto spontaneo».
Al compagno era contestato il concorso nello stesso reato perché, «in qualità di convivente della donna e genitore del nascituro», aveva omesso di «attivarsi per indurre A.D.L. a sottoporsi alle opportune visite mediche ginecologiche e di procurarle l’assistenza sanitaria necessaria a monitorare la crescita del feto».
LA SENTENZA
Ieri pomeriggio, è arrivata l’assoluzione con la formula più ampia: il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Stefano Azzariti dopo che lo stesso pm d’aula Roberta Capanna aveva chiesto l’assoluzione.
Secondo il legale, che ha prodotto anche la consulenza del dottor Mario Di Paolo, la droga e il metadone non hanno potuto determinare il decesso, come peraltro già affermato dal medico legale nominato dalla procura. Non solo: sempre in base alla difesa, anche eventuali controlli routinari – come visite ginecologiche o esami della madre durante la gestazione – non avrebbero potuto evitare l’evento, in quanto «imprevedibile e acuto». (g.let.)

