Bambino salvato dalla bagnina
San Salvo. Malore in mare in un tratto di spiaggia libera ma col servizio di soccorso
SAN SALVO. «È stata la paura più grande, ma anche la gioia più grande nel vedere riaprire gli occhi del piccolo». Commenta così il primo soccorso della stagione estiva di quest’anno, Giulia D’Anniballe, in servizio sulla spiaggia libera in prossimità dello stabilimento “Il delfino”, nell’ambito dell’attività “Spiagge sicure” predisposta dal Comune in adesione alla richiesta dell’Ufficio circondariale marittimo di Vasto, dove domenica un bimbo di pochi anni si è sentito male mentre era in acqua con i suoi genitori.
«Ero in servizio da circa mezz’ora, seduta sulla torretta, una classica domenica tranquilla gremita di gente. Il mare era calmo», racconta D’Anniballe. «Dopo qualche tempo il mio sguardo ricade su una famiglia vicino alle boe bianche che delimitano la zona acque sicure, mamma, papà e il bambino con un piccolo canottino. Mi sono accorta che qualcosa non andava, sono scesa dalla torretta e ho corso. È stato un gesto istintivo. Ho riportato il bambino a riva e ho cercato di mettere in pratica quello che mi hanno insegnato in attesa che arrivassero i soccorsi», commenta la bagnina. «Sono in servizio da due anni ed è la prima volta che effettuo un salvataggio», conclude.
«Brava Giulia, grazie Giulia», è l’elogio del sindaco Tiziana Magnacca che ha avuto modo di constatare l’efficacia del pronto intervento eseguito da D’Anniballe, che con diligenza, prontezza e professionalità ha prestato i primi soccorsi al bambino. «Giulia», spiega il sindaco, «ha saputo intervenire in questa situazione di estrema emergenza con professionalità senza farsi prendere dal panico e attivando le procedure di primo soccorso, chiamare il 118 e gestire la curiosità dei villeggianti che si accalcavano sulla spiaggia. Se anche dovesse servire a salvare una sola vita, il costo di questo servizio giustifica i soldi utilizzati per garantire la presenza su tutte le spiagge libere dei bagnini». Il sindaco ringrazia anche il dottor Erminio Cardarella e di un’altra dottoressa che si sono messi a disposizione in attesa del 118.
Serena Colecchia
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