Bambino salvato nel pozzo

15 Aprile 2016

Precipita per venti metri davanti al padre, ecco le immagini del miracolo dei vigili

RIPA TEATINA. «Adesso muoio», urla il piccolo Manuel da quel buco nero profondo venti metri. «Non preoccuparti, ne ho salvati tanti di bambini caduti dentro i pozzi», gli risponde dall’alto Claudio, mentre si cala imbracato con una fune. Quando i due caschi rossi sbucano a fior di terra, per il papà Antonio è il momento più bello della sua vita. Manuel è avvinghiato al suo angelo, Claudio Minnucci, mentre a Ripa Teatina si compie il miracolo.

Sono le 18 di ieri quando il papà e il figlioletto di 13 anni, imboccano la stradina che costeggia il cimitero. Cercano asparagi ma non sanno che quella campagna amica nasconde un’insidia tremenda. Ricordate il piccolo Alfredino Rampi che in quell’estate afosa dell’81 tenne l’Italia attaccata davanti alla tivvù con il fiato sospeso per ore e la speranza, infine tradita, di veder sbucare da quel budello nella terra di Vermicino i due caschi rossi? Immagini rimaste impresse nelle memorie come un lutto collettivo che solo un miracolo dopo tanti anni poteva cancellare.

Grazie Claudio, vigile eroe, come lo era il tuo collega di Vermicino che seppe tranquillizzare Alfredino. Grazie per aver salvato, insieme ai sei vigili che erano a Ripa, all’ispettore Lorenzo Di Mascio, al personale del 118 e ai carabinieri, un bambino, anzi un ragazzino coraggioso che ieri sera, in ospedale, ha persino saputo rassicurare il suo sindaco, Ingnazio Rucci, dicendogli: «Io non ho paura», come il bimbo biondo del film di Salvatores. Papà Antonio vede il suo Manuel mentre questi poggia un piede, e poi l’altro, su una lamiera in mezzo al campo.

Lo vede mentre la lamiera si piega sotto il peso minimo del bimbo che precipita nel vuoto e nel buio. Un volo di venti metri giù nel pozzo incustodito che costerà una denuncia al proprietario del terreno, che però è anziano e malato e vive a Roma. Venti metri verso il fondo colmo d’acqua che attutisce la caduta e salva la vita al piccolo.

Manuel è un ragazzino agile come quelli della sua età. E’ bravo ad aggrapparsi a uno spuntone di ferro di una vecchia pompa idraulica in disuso. Mentre il papà terrorizzato chiede aiuto disperatamente al 115. La chiamata ai vigili arriva alle 18,21. La Caserma di via Masci e contrada Feudo di Ripa Teatina distano meno di dieci chilometri, Manuel comincia a stancarsi aggrappato com’è al pezzo di ferro. Ma i vigili corrono più della luce. Fissano una cima della fune al loro mezzo. Claudio può calarsi, sta attento a non far cadere mattoni nel vuoto. Raggiunge Manuel, lo lega a sè e gli infila l’elmetto. E’ una storia bellissima che si chiude con una promessa del sindaco Rucci: «Farò una festa in paese per premiare Claudio eroe di Ripa».