Bancarotta confermata Sconto di pena ad Angelini

8 Giugno 2017

Otto anni in Appello all’ex re delle cliniche, due in meno rispetto al primo grado

CHIETI. Impianto generale confermato. Ma le pene sono state leggermente ridotte.
Nella seduta di ieri mattina Corte d’appello dell’Aquila ha confermato la condanna per bancarotta all’ex re della sanità privata Vincenzo Angelini, ma lo ha condannato a 8 anni, al posto dei 10 che aveva rimediato in primo grado al tribunale teatino. Condanne scese anche per la moglie Annamaria Sollecito, che da 5 anni e mezzo arriva a 4 anni, e per la figlia Chiara Angelini, che da 4 anni e 6 mesi arriva a 2 anni.
La sentenza è stata firmata dai tre giudici Aldo Manfredi (presidente relatore), Armando De Aloysio e Alfonso Grimaldi. Il sostituto procuratore generale in udienza è stato Alberto Sgambati.
Angelini era stato condannato per il fallimento del gruppo ex Villa Pini avvenuto nel 2010. Il crac contestato era stato di 116 milioni di euro. In appello la difesa ha tentato la strada della riqualificazione del reato, da bancarotta fraudolenta documentale a bancarotta semplice. «Abbiamo sempre sostenuto», spiega il difensore di Angelini, Gianluigi Tucci, «che non vi fosse né bancarotta fraudolenta documentale, come attesta il semplice fatto che la contabilità di Villa Pini oltre ad essere stata tutta rinvenuta, è stata anche utilizzata da tutti, compreso la curatela fallimentare, né distrazione fraudolenta. Quello che forse c’è stato, è invece semplicemente un compenso per amministratore preso e non deliberato dal consiglio d’amministrazione. E questo sarebbe il caso, appunto, di una bancarotta semplice». Le motivazioni saranno rese note entro il 10 luglio. Si capirà allora come si è arrivati al nuovo conteggio che ha portato a pene più basse. Intanto Angelini tramite il suo avvocato fa sapere che non commenterà la sentenza.
È comunque sollevato per la posizione della moglie, molto alleggerita, e soprattutto per quella della figlia, che di fatto esce dal processo, visto che la pena di 2 anni viene sospesa con la condizionale. Per lei i giudici hanno deciso di abolire anche l’interdizione dai pubblici uffici. Per la signora Sollecito, invece, l’interdizione perenne dai pubblici uffici si trasforma in una interdizione temporanea per 5 anni. È stata eliminata del tutto, invece, l’interdizione legale.
Inoltre, la condanna prevede, per il solo Angelini, la condanna a risarcire 2.500 euro di spese del grado di appello alla parte civile, che è Unicredit.
Per quanto riguarda, infine, ancora la difesa, l’avvocato Tucci ora attenderà di leggere le motivazioni della nuova condanna per cercare spazi per ricorrere in Cassazione.
Solo il giorno prima, l’ex patron di Villa Pini era stato condannato dal tribunale di Chieti a 4 anni e 6 mesi per indennità non pagate ai dipendenti nel corso del 2009. Anche su questo versante, si attenderà di leggere le motivazioni per proporre appello. Stando così le cose, Angelini, dovrà scontare oltre 23 anni di carcere per tutte le condanne che gli ha inflitto il tribunale di Chieti.
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