Bancarotta della società Sistema: i liquidatori finiscono sott’accusa

La procura di Chieti chiede il processo per Serafini e Litterio dopo il crac dichiarato a maggio 2020: «Hanno aggravato lo stato di dissesto con operazioni dolose, ulteriore perdita di 1,4 milioni di euro»
CHIETI. Bancarotta fraudolenta. È l’accusa che la procura della Repubblica di Chieti contesta all’avvocato Roberto Serafini e a Michele Litterio nella loro veste di liquidatori della società Sistema, dichiarata fallita dal tribunale teatino il 27 maggio 2020. L’azienda in questione, con sede a Chieti, era una controllata della Tua, la società unica abruzzese di trasporto, e curava con circa 150 addetti i settori pulizia, biglietteria e call center. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Serafini, 70 anni di Ortona, e Litterio, 69 anni, originario di San Buono e residente a Lanciano: ieri mattina il caso è arrivato davanti al giudice Andrea Di Berardino, che ha aggiornato l’udienza al prossimo 9 ottobre per una questione tecnica legata a una mancata notifica.
Secondo il pm, Serafini (dal 28 aprile 2016) e Litterio (dal 2 luglio 2019) «aggravavano lo stato di dissesto della società per effetto di operazioni dolose consistite nel proseguire nella attività aziendale dopo lo stato di liquidazione dichiarato il 28 aprile 2016 e in costanza di un conclamato stato di disequilibrio finanziario aggravato in seguito alla reinternalizzazione alla controllante Tua dei servizi di biglietteria e di pulizia dei mezzi e dei piazzali e in assenza della prospettiva concreta di conservazione dei cespiti aziendali». In questo modo, scrive ancora il pm, è stata determinata «un’ulteriore perdita nel periodo pari a 1.400.000 euro, imputabili direttamente alla prosecuzione della gestione, e perdite complessive di 3.074.269 euro registrate nel periodo dal 28 aprile 2016 sino alla data di dichiarazione del fallimento». Inoltre Litterio «contribuiva ulteriormente all’aggravamento del dissesto impartendo direttive il 28 novembre 2019 affinché i saldi contabili della fallita annoverassero inopinatamente un incremento del debito verso Tua per 3.103.163,94 euro ed azzerava il credito della fallita verso Tua per 620.273,08 euro, così rafforzando la posizione della controllante in danno della controllata».
Le indagini sono state condotte dalla guardia di finanza. Agli atti dell’inchiesta c’è anche una relazione del professor Andrea Ziruolo, nominato consulente dal pm. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Augusto La Morgia, Massimo Biscardi e Vincenzo Antonucci. Il Fallimento Sistema, rappresentato dall’avvocato Guglielmo Flacco, si costituirà parte civile e chiederà il risarcimento dei danni.
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