Bancarotta Iti, confermati 2 anni

Gissi, la Cassazione replica la sentenza della Corte d’Appello per l’ex amministratore Spreafico
GISSI. Bancarotta fraudolenta alla Iti, ex Cat Blower di Gissi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Abbondio Spreafico, ex amministratore dell’azienda del gruppo Chicago Blower di Gissi, e ha confermato la sentenza di condanna a due anni emessa un anno fa dalla Corte d’Appello dell’Aquila. Confermata anche l’assoluzione dallo stesso reato ma per la Chigago Blower. L’amministratore era difeso dall’avvocato Fiorenzo Cieri.
La vicenda giudiziaria era estremamente delicata. Molti i testimoni ascoltati nei primi due gradi di giudizio, fra loro un professionista arrivato da Milano. Le dichiarazioni dei testi hanno messo in evidenza una situazione di crisi pregressa che si trascinava da anni e sarebbe stata imputabile ad una passata gestione. La crisi della Chicago Blower di Gissi (azienda della Val Sinello produttrice di condizionatori e sistemi di aerazione per le metropolitane di cui faceva parte anche Cat Blower) è finita in tribunale dopo lunghe indagini e controlli della documentazione contabile. I dirigenti finirono nei guai e accusati di aver sottratto in veste di amministratori, beni facenti parte del patrimonio dell’azienda, che era stata dichiarata fallita, alla garanzia dei creditori. L’avvocato Cieri da subito ha contestato le accuse. I giudici del tribunale di Vasto avevano accolto la sua tesi ed emesso la sentenza di assoluzione. Non è stato così in appello e anche la Cassazione non ha condiviso il parere del tribunale di Vasto rigettando quindi il ricorso. L’imputato è stato condannato anche al risarcimento dei danni da quantificarsi in separata sede. L’avvocato Alessandro Orlando ha rappresentato la curatela fallimentare.
La Cassazione mette quindi fine a una vicenda durata 13 anni. All’inizio gli indagati erano due. Con Spreafico nel 2015 comparve in giudizio anche L.E. ma venne assolta e per lei non ci fu appello.
L’ex amministratore secondo le accuse originarie formulate dalla Procura, oltre ad aver distratto beni della azienda, avrebbe redatto libri e scritture contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento d’affari. Accuse che la difesa è riuscita a confutare per quanto riguarda la Chigago Blower. (p.c.)
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