Banda dei furti nelle auto udienza dal gup da rifare

Vasto. “Street predator”: dichiarato nullo il rinvio a giudizio degli 8 imputati per l’adesione allo sciopero di tutti gli avvocati difensori. Udienza il 24 marzo
VASTO. Operazione Street predator: l’iter giudiziario a carico degli indagati riparte dall’udienza preliminare. Le otto persone per cui era stato chiesto il rinvio a giudizio, dovranno comparire davanti al gup, Anna Rosa Capuozzo, il prossimo 24 marzo. A deciderlo è stato il tribunale di Vasto - presidente Bruno Giangiacomo, a latere Stefania Izzi e Prisca Picalarga - che in accoglimento delle richieste degli avvocati Raffaele Giacomucci e Isabella Mugoni, ha disposto la nullità del rinvio a giudizio degli indagati e rimandato gli atti al gup.
Ad assistere gli indagati, oltre a Giacomucci e Mugoni, saranno gli avvocati Giancarlo D’Angelo, Alessandro Orlando e Pino Sciarretta. Il giudice delle udienze preliminari nel corso della prima udienza del 3 dicembre scorso aveva contestato l’adesione allo sciopero da parte degli avvocati difensori della presunta banda dedita ai furti nelle auto e all’utilizzo fraudolento di carte di pagamento non accogliendo quindi il rinvio dell’udienza, vista la gravità della vicenda.
A difendere gli accusati era stato nominato quel giorno d’ufficio l’avvocato Luigi Stampone e l’udienza rinviata al 19 dicembre. Il 19 dicembre, i componenti la presunta associazione erano stati rinviati tutti a giudizio. Lo scorso 16 febbraio Raffaele Giacomucci e Isabella Mugoni hanno contestato le decisioni prese del gup. Il collegio presieduto dal giudice Giangiacomo, dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha deciso di accogliere il ricorso degli avvocati e ha rimandato gli atti al gup. Ieri è stata resa nota la data della nuova udienza preliminare: il 24 marzo.
Sull’udienza ci sono i riflettori accesi. Alcuni indagati sono detenuti. Stando alle accuse la banda in un anno era riuscita a prelevare denaro da 53 carte di credito rubate in altrettante vetture parcheggiate sulla costa Adriatica. Le contestazioni non sono uguali per tutti i 6 arrestati. T.I.L., 31 anni, di origine romena, titolare di un locale, è finita in carcere per essere stata compiacente con le persone che “strisciavano” le carte rubate nel suo locale permettendo loro di incassare contanti. La donna, difesa dall’avvocato, Pino Sciarretta e dal collega Alessandro Orlando, contesta l’accusa.
A giudizio dei carabinieri il gruppo non sceglieva le vittime a caso. La gang mirava soprattutto alle carte di credito. Gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di stabilire all'interno del gruppo , diversi ruoli: c’è chi è accusato di essere stato l’esecutore materiale dei furti, altri sono accusati di indebito utilizzo.
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