“Banda del buco”, un arresto

17 Novembre 2014

Ai domiciliari un 41enne di origine marocchina, sequestrati smartphone e computer portatili

VASTO. Diversi smartphone ed un computer portatile. Sono questi gli oggetti che hanno confermato quanto i carabinieri sospettavano da tempo. Gli oggetti rubati qualche settimana fa e recuperati a casa di H.A. hanno tradito il 41enne di origine marocchina. La procura ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari con l'accusa di ricettazione.

Secondo i carabinieri è lui uno dei ricettatori della " Banda del buco", che in pochi mesi ha ripulito decine di appartamenti. I militari sospettavano da tempo del nord africano. Da giorni però l'uomo non era in città ed era riuscito a far perdere le proprie tracce.

Sabato pomeriggio dopo giorni di appostamenti il militari del Nucleo operativo dei carabinieri di Vasto lo hanno visto arrivare a casa. Pochi minuti dopo gli hanno notificato l'ordine di arresto firmato dal gip del Tribunale di Vasto. «Il provvedimento restrittivo è stato ritenuto necessario perchè grazie alle indagini abbiamo scoperto che l'uomo è collegato a vari furti commessi in citt», riferisce il comandante dei carabinieri di Vasto, il maggiore Giancarlo Vitiello. La storia che ha portato alla custodia cautelare di H.A. iniziò a settembre con l'identificazione e arresto di un giovane di nazionalità romena ritenuto uno dei componenti della "Banda del Buco" , la gang responsabile di una serie di furti in abitazione compiuti durante l'estate. Le indagini avviate dopo l'arresto del romeno hanno provocato un effetto domino. Le perizie eseguite nelle case devastate e derubate e soprattutto l'analisi di tabulati telefonici di diverse utenze mobili hanno indirizzato gli investigatori verso H.A. ed altri stranieri di varie etnie domiciliati in città.«Sono state fatte numerose perquisizioni. In diverse occasioni sono stati ritrovati e recuperati oggetti rubati», raccontano i carabinieri. Fra i tanti sospettati è emerso il ruolo di H.A.

«Abbiamo scoperto che il marocchino era solito ricevere merce proveniente da vari furti perpetrati nella zona. In più nella sua abitazione abbiamo sequestrato alcuni smartphone ed un computer portatile». Il quarantunenne, come disposto dall'autorità giudiziaria, è finito ai domiciliari con l'accusa di "reato continuato in ricettazione".

«Le indagin», tiene a precisare il maggiore Vitiello «non sono ancora concluse». I carabinieri hanno recuperato altro materiale rubato e stanno cercando di scoprirne la provenienza. Il difensore di H.A. ,l'avvocato Raffaele Giacomucci cercherà di smontare il castello accusatorio.

Paola Calvano

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