Bando per messi comunali «Il caso vada in consiglio»

Vasto. Concorso con i nomi dei vincitori sul volantino anonimo in municipio L’opposizione chiede una discussione pubblica e la commissione d’indagine
VASTO. Un consiglio comunale straordinario e una commissione speciale di indagine. È la doppia richiesta presentata dall’intera minoranza sul concorso per l’assunzione di tre messi notificatori, di cui solo nei giorni scorsi sono stati resi pubblici i nomi dei vincitori, dopo una lunga serie di polemiche legate anche ad un volantino anonimo circolato in Comune nelle scorse settimane con cui venivano svelati i nomi dei vincitori. «Lunedì abbiamo depositato la richiesta di svolgere un consiglio comunale straordinario e urgente», attaccano Maria Amato, Alessandra Cappa, Dina Carinci, Guido Giangiacomo, Alessandra Notaro, Antonio Monteodorisio, Francesco Prospero, Giuseppe Soria e Vincenzo Suriani, «concretizziamo così, dopo l’impegno profuso in commissione di vigilanza, la promessa di portare la questione nell’assemblea cittadina, che, se vorrà, potrà rappresentare un momento di suprema dimostrazione delle istanze di trasparenza, non solo da parte dell’opposizione. Chiederemo la creazione di una commissione speciale di indagine consiliare, che dovrà occuparsi di tutti gli aspetti ancora poco chiari del concorso, finito nell’occhio del ciclone (anche) per la fuga di notizie e per le ben note vicende del disdicevole volantino anonimo. Non saranno certo gli strilli di qualche antico e livoroso esponente della maggioranza, oppure i cavilli che il sindaco Francesco Menna e la burocrazia comunale stanno già cercando di frapporci, a fermare la nostra richiesta di trasparenza. I burocrati facciano i burocrati, noi dobbiamo fare politica e la politica si fa, in primo luogo, sollecitando gli strumenti di trasparenza che il regolamento del consiglio comunale può offrire. Lo dobbiamo ai tanti giovani che ci chiedono chiarezza», concludono i consiglieri.
Sono stati resi noti solo i nomi dei primi tre classificati, per gli altri 62 c’è un codice numerico di iscrizione per la tutela della privacy che, secondo quanto sostenuto dalle minoranze, non trova alcuna giustificazione trattandosi di un concorso pubblico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

