Baomarc, appello sulle riassunzioni «Fate presto, le indennità finiscono»

3 Gennaio 2020

Atessa. Ex Honeywell, il 9 gennaio l’incontro al ministero che avvia la fase dei colloqui per il personale Fim, Fiom e Uilm: vigileremo sulla reimmissione in fabbrica e sul ricollocamento dei lavoratori esclusi

ATESSA. È previsto per il 9 gennaio l’incontro al ministero dello Sviluppo economico (Mise) che dovrebbe sancire l’inizio della fase 2 della vertenza Honeywell, ovvero la reindustrializzazione vera e propria del sito da parte della Baomarc, multinazionale dell’acciaio che vuole investire in Val di Sangro 22 milioni di euro dopo il trasferimento della fabbrica dei turbo in Slovacchia. Solo dopo l’incontro potranno partire quindi, presumibilmente, i colloqui per i 330 lavoratori ex Honeywell di cui ne verranno reimpiegati 162. Una fase delicata questa, guardata con apprensione dai sindacati che chiedono di velocizzare il più possibile l'iter presentato al ministero. Il rischio, infatti, dopo il ritardo di tanti mesi accumulatosi per problemi di natura tecnica e burocratica nella cessione gratuita dello stabilimento passato da Honeywell a Baomarc, è che anche chi tra gli ex dipendenti Honeywell verrà reimpiegato in Baomarc resterà per qualche mese senza alcuna copertura economica. Questo a causa dello scadere della Naspi, un nuovo tipo di ammortizzatore sociale che ha una durata limite e che ogni mese, ormai da mesi, si sta assottigliando di qualche decina di euro. «Le rsu ex Honeywell», scrivono i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm, «esprimono soddisfazione per il raggiungimento del passaggio di proprietà dello stabilimento Honeywell alla Baomarc. Sono tuttavia consci che si tratta solo di un punto di partenza e che altre sfide e altri obiettivi dovranno essere ancora raggiunti. Continueranno a vigilare sui problemi legati alla tempistica delle assunzioni, alla copertura degli ammortizzatori sociali e al ricollocamento dei lavoratori che eventualmente saranno esclusi da questo percorso che dovranno essere risolti. Ringraziano tutti quelli che hanno lavorato affinché l’obiettivo del passaggio di proprietà fosse finalmente realizzato, partendo dalle istituzioni e dal territorio che in questa lunga battaglia hanno dato sostegno e soprattutto i lavoratori che con la loro lotta e il loro sostegno hanno permesso questo risultato. Dopo tante delusioni, il 2020 sarà finalmente l’anno della ripartenza dello stabilimento: chiediamo uno sforzo maggiore a tutti, a Baomarc, Regione, Mise, per accelerare i tempi e riavviare lo stabilimento ex Honeywell, nel più breve tempo possibile».
Intanto poco prima di Natale, Andrea Mazzesi, amministratore delegato Baomarc, ha visitato lo stabilimento di Lanciano. «È stato un anno molto intenso», ha detto ai dipendenti, «l’operazione Honeywell ha preso molte risorse. Ma per questa regione comincia per noi una nuova era: nel nostro business plan quinquennale ci sarà un focus particolare sulla Val di Sangro, dove nel giro di due tre anni prevediamo di avere il maggiore polo produttivo Baomarc di gruppo, dove prevediamo di arrivare a 350 dipendenti in due stabilimenti».
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