Baomarc riavvia i colloqui per assumere

Atessa. La multinazionale dell’acciaio conferma i piani: entro metà mese le convocazioni degli ex dipendenti Honeywell
ATESSA. La Baomarc, multinazionale cinese dell’acciaio che ha acquisito l’ex stabilimento Honeywell per un investimento sul territorio di 22 milioni di euro, ha confermato ieri il suo piano industriale nel corso di un incontro in call conference con il ministero dello Sviluppo economico (Mise), la Regione, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Ugl. Sul tavolo di discussione l’enorme ritardo sulla riconversione dello stabilimento e la pesante situazione economica che si trovano ad affrontare da due anni gli ex dipendenti Honeywell (330 i licenziamenti provocati dalla fabbrica dei turbo delocalizzata nell’est Europa) a cui sono scaduti tutti gli ammortizzatori sociali.
La direzione aziendale Baomarc ha comunicato che entro metà giugno saranno ripresi i colloqui con gli ex dipendenti Honeywell per essere pronta ad effettuare le selezioni previste dal piano industriale. A rallentare la reindustrializzazione sono stati, oltre ai tempi di cessione dello stabilimento, anche il blocco causato dall’emergenza Covid che ha determinato anche «un drammatico calo del settore automotive. Senza questi due fattori», ha rimarcato Baomarc, «si sarebbe molto più avanti nella realizzazione del piano. Le attività dei committenti stanno subendo rallentamenti. Baomarc spera in una rapida ripresa dell’economia globale e in un’efficacia dei piani di stimolo del governo».
«Bene la conferma del piano industriale», precisa Gianfranco Micchetti, della Fim nazionale, «ma abbiamo la necessità di avere tempi e scadenze certe. È urgente lavorare in sinergia con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico e l’assessorato al Lavoro della Regione per promuovere in tempi celeri una riunione risolutiva rispetto all’impellente problema degli ammortizzatori sociali dei lavoratori ex Honeywell, ormai da mesi senza alcuna copertura economica». «Si è perso fin troppo tempo», hanno incalzato Simone Marinelli, Fiom nazionale, e Alfredo Fegatelli, Fiom Abruzzo, «c’è bisogno di accelerare verso la ripartenza anche in relazione alle commesse principali, quali Sevel, che in questo momento non stanno avendo un rallentamento. Chiediamo che si apra un tavolo di confronto con l’obiettivo di sostenere i lavoratori». Per l’Ugl il «quadro resta preoccupante». «La nostra proposta», dice Giuseppe De Luca, Ugl Chieti, «è valutare la stipula di un contratto di sviluppo tra azienda, Regione, Mise, Invitalia e sindacati per riassorbire i 110 dipendenti del primo step (sono 162 gli ex Honeywell che saranno reimpiegati in Baomarc, ndc) e al cui interno sviluppare percorsi di cassa integrazione e corsi di formazione professionali. In commissione lavoro alla Camera c’è un emendamento di Ugl per prorogare la Naspi per altri 12 mesi».
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