Baomarc, rischia di saltare il piano per le assunzioni

24 Ottobre 2020

All’incontro tra azienda e Regione non si presentano gli assessori: c’è solo un tecnico La multinazionale chiede risposte sugli impegni presi. E ora i sindacati protestano

ATESSA . O la Regione mantiene gli impegni economici assunti o la Baomarc sarà costretta a riconsiderare l’assunzione dei dipendenti al di fuori del numero dei 162 ex lavoratori Honeywell, così come stabilito tramite accordo al Mise. È l’aut aut della multinazionale cinese dell’acciaio che ieri avrebbe dovuto incontrare l’ormai ex assessore regionale alle attività produttive, Mauro Febbo, e l’assessore al lavoro, Piero Fioretti, per fare il punto sulla reindustrializzazione dell’ex sito dei turbocompressori delocalizzato in Slovacchia nel 2018. Ma alla videoconferenza mancavano sia Febbo, esautorato dalla giunta dal presidente Marco Marsilio nei giorni scorsi, che Fioretti. Al loro posto un tecnico, che ha preso tempo.
Ma è proprio il tempo l’elemento cardine di una trattativa che si trascina dal 2017, da quando la Honeywell, indisturbata, ha potuto annunciare a oltre 400 dipendenti, che avrebbe delocalizzato a brevissimo le lavorazioni. Ed è sempre il tempo che sta logorando le aspettative e le vite di 162 dipendenti che hanno perso tutto, il lavoro, i sussidi e ora forse anche la prospettiva di una seconda chance. La Baomarc ha rimarcato l’impegno assunto con l’assessore Febbo, riguardo l’anticipo di 9mila euro di contributi per ogni nuova assunzione. Soldi che poi la Regione recupererebbe dallo Stato. «L’assenza degli assessori non trova giustificazioni», tuona la Fiom Chieti, «dopo l’incontro al Mise a giugno, oggi scopriamo che la Regione vuole ancora capire come sta la situazione. Questo atteggiamento è offensivo per i lavoratori e le loro famiglie che sono in attesa di risposte. Dopo circa 5 mesi, ci saremmo aspettati almeno la presentazione dei piani formativi come da impegni presi. Riteniamo tale atteggiamento irriguardoso nei confronti dei lavoratori che si aspettavano risposte concrete. L’indolenza della Regione rischia di compromettere il percorso di ricollocazione faticosamente ottenuto dai lavoratori attraverso la lotta». La Fim Cisl teme un disimpegno da parte di Baomarc sul piano industriale. «Aspettiamo una risposta dalla Regione in tempi brevissimi, lunedì o al massimo martedì», specifica Primiano Biscotti, Fim Chieti, «gli impegni presi ad un tavolo in cui non eravamo presenti come organizzazione sindacale vanno chiariti immediatamente o saremo costretti a riportare la questione al Mise. Ci sono 162 persone allo stremo che da anni attendono una risposta».
«È sconcertante che la Regione Abruzzo, dalla chiusura della Honeywell e con l’avvicendarsi di due giunte», rimarca Nicola Manzi, Uilm Chieti-Pescara, «non abbia ancora fatto nulla di concreto rispetto agli impegni assunti per sostenere uno dei pochi piani di riconversione presentati in Italia. La Baomarc ha riconfermato i suoi impegni, ma la Regione appare oggi impreparata. Faccia la sua parte, altrimenti sarà mobilitazione».