Bar Bruno, addio ai clienti dopo 54 anni di attività

2 Gennaio 2019

San Salvo. Arriva la pensione: lo storico esercizio pubblico chiude i battenti Il fondatore Giovanni: «Tanti sacrifici qui dentro, era la nostra seconda casa»

SAN SALVO. Addio al Bar Bruno. Ultimo giorno dell’anno e ultimo giorno di apertura per la storica attività che chiude definitivamente i battenti dopo 54 anni. Un pezzo della città che se ne va e sul quale si abbassano definitivamente le saracinesche.
Messo in piedi alla vigilia di Natale del 1964, il Bar Bruno era un punto di ritrovo per tanti che si trovavano a passare in una delle vie più movimentate della città, corso Umberto I. Giovanni Bruno, rientrato da Bergamo dove faceva il sarto, decide di aprire il bar in uno dei locali dove il padre, Giuseppe, aveva una barberia. Dopo poco, ad aiutarlo dietro il bancone, arriva la moglie Eliana D’Adamio che diventa la titolare dell’attività. Nel 1971 Giovanni inizia a lavorare alla Magneti Marelli e sarà proprio la moglie Eliana a portare avanti l’attività.
«Il nostro bar ha visto la trasformazione della città e con essa è cambiata anche l’attività», racconta Giovanni, «ci sono stati due momenti di svolta per il nostro esercizio: il primo negli anni 70 quando da caratteristico bar del paese, dove si giocava a carte e si guardavano le partite di calcio, è diventato un bar frequentato dalle signore e dalle famiglie. Un vero e proprio cambiamento culturale», continua. «Poi negli anni 80 abbiamo deciso di rinnovare l’arredamento, abbiamo acquistato una serie di attrezzature più moderne e al passo con i tempi e il bar ha assunto un aspetto più sofisticato».
A decidere di chiudere non è stata la crisi, anche se gli ultimi anni c’è stata meno affluenza nel centro storico sansalvese, ma la volontà di riposarsi.
Tanti gli esponenti della politica e i personaggi che in passato si sono fermati a sorseggiare il caffè da Giovanni ed Eliana, un punto nevralgico della città, tra piazza San Vitale e piazza papa Giovanni XXIII, che adesso resterà vuoto. «Avere un bar significa sacrificio, dedizione», riprende Giovanni, «qualche volte ci aiutavano le nostre figlie Gabriella e Alessandra. Non abbiamo mai potuto goderci le feste del paese o le feste in famiglia perché dovevamo stare aperti. Adesso abbiamo intenzione di goderci la nostra meritata pensione».
Sono stati tanti gli affezionati e i clienti abituali che in questi giorni sono passati a prendersi l’ultimo caffè al Bar Bruno. «Il bar era la mia seconda casa. Il ricordo che porterò sempre con me è la felicità che provavo tutte le volte che venivano a trovarmi i miei amici da fuori paese e ci si ritrovava lì tutti insieme», conclude Giovanni.
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