Bar, negozi e fotovoltaico per il nuovo ospedale

11 Novembre 2016

Lo studio di fattibilità prevede l’uso di tecnologie avanzate ed energie rinnovabili Le sale operatorie passeranno da 6 a 14. Ma reparti importanti rischiano il taglio

LANCIANO. Tecnologie avanzate, uso delle energie rinnovabili, elevata qualità del comfort alberghiero, sicurezza sismica, accessi distinti per personale, merci e utenti. Sono i punti di forza del nuovo ospedale. In base allo studio di fattibilità approvato lunedì a maggioranza dal consiglio comunale e inviato in Regione, il nuovo Renzetti sarà un super ospedale dal punto di vista tecnologico e strutturale, che si estenderà su una superficie di 10.000 metri quadrati. Niente più padiglioni dispersivi e costosi, ma un monoblocco da 5 piani con 218 posti letto (194 ordinari e 24 di day hospital), dove oggi ci sono eliporto, obitorio e parcheggio.

PRONTO SOCCORSO. Ad accogliere gli utenti sarà una grande hall con un lato dedicato ai servizi -bar, mensa e negozi- e l’altro per gli accessi alle degenze e al Pronto soccorso. Quest’ultimo è la struttura cardine del presidio, come giusto che sia in un Dea di 1° livello: avrà una stanza per la prima rianimazione e le emergenze, nove stanze specialistiche, altre legate ai primi interventi, la medicina d’urgenza (che oggi è addirittura separata da un piano), collegamenti interni e dedicati verso Radiologia e blocco operatorio. Questo, che sarà posto al primo piano, conterebbe ben 14 sale operatorie, otto per interventi d’urgenza, invasivi e programmati e sei per piccoli interventi di day surgery. Oggi le sale sono sei in tutto.

DEGENZE. Gli ultimi due piani saranno dedicati alle degenze, con i reparti divisi per colore e camere da due letti e bagno. C’è spazio per 28 reparti ma, in base anche al piano regionale, sono previste, a meno di cambiamenti futuri, 11 unità operative complesse, otto semplici e otto unità semplici dipartimentali. Rispetto ad oggi diventeranno da complesse a semplici con valenza dipartimentale (senza più primari e con budget ridotti) sei unità: Citodiagnostica, Oculistica, Direzione sanitaria, Laboratorio analisi, Psichiatria e Radiologia. Ma su quest’ultima e su Medicina nucleare, che addirittura scomparirebbe come unità, sono pronti a combattere i consiglieri. Se maggioranza e opposizione sono divisi sul progetto e sui costi («Troppo spazio viene dato ai privati, che sborsano 56.300.000 degli 80 milioni totali», sostiene la minoranza consiliare), sono tutti uniti per difendere i servizi.

RADIOLOGIA. Hanno numeri importanti i due reparti: Radiologia cinquemila esami al mese, Medicina nucleare 13mila annui tra cui scintigrafie, moc, ecografie, che evitano viaggi della speranza a centinaia di utenti e mobilità passiva per la Asl. Se dovesse chiudere la scintigrafia -per non specificati motivi visto che si parla di problemi di sicurezza ma il macchinario è nuovo, acquistato tre anni fa e sicurissimo per gli utenti- dovrebbe subire una modifica alle stanze dove opera il personale (neanche necessario) e centinaia di utenti si riverserebbero su Termoli, anziché a Chieti dove le attese sono infinite. A Lanciano, invece, le scintigrafie si fanno in 15 giorni. L’idea dei consiglieri è di far restare la Medicina nucleare all’interno della Radiologia, che resterebbe unità complessa. «Bisogna guardare ai contenuti, ai reparti da salvare, poi al contenitore», dice la consigliera Graziella di Campli (Fi), «alle liste di attesa da tagliare, ai medici da assumere, specialisti in un ospedale che sia proteso verso la Val di Sangro. L’Ortonese guarda storicamente e per posizione a Chieti, non a Lanciano. Lo studio andava condiviso, non imposto e serviva un consiglio ad hoc per parlare dei contenuti di questo ospedale».

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