«Barca a fuoco», ma è simulazione

16 Dicembre 2017

Ortona. Riuscita la prova antincendio per affinare al meglio la macchina dei soccorsi 

ORTONA. Fiamme si sprigionano improvvisamente da un’imbarcazione, a bordo della quale rimane ferita una persona. L’incidente, avvenuto nel porto di Ortona, provoca lo sversamento in mare di carburante. Una situazione delicata a cui i soccorsi devono far fronte in tempi celeri per evitare un disastro. Una prova che è stata simulata allo scalo marittimo ortonese, dove guardia costiera, carabinieri, vigili del fuoco e servizio di emergenza sanitaria 118 sono stati impegnati in un’esercitazione che ha inscenato un incendio sulla motonave “Seminole”, mezzo della società Micoperi.
La complessa esercitazione, pianificata e coordinata dalla sala operativa della Capitaneria di porto di Ortona, ha visto la presenza del personale della guardia costiera, un’autocisterna dei vigili del fuoco di Chieti, una pattuglia della stazione dei carabinieri di Ortona, un’ambulanza del 118, un battello disinquinante della Servimar e un rimorchiatore con dotazioni antincendio della Gesmar, oltre all’equipaggio della nave interessata.
La prova si è svolta secondo le direttive contenute nei vigenti piani antinquinamento e antincendio portuale, importanti strumenti di difesa in caso di emergenza, e di recente aggiornati a cura dell’autorità marittima. Nel corso dell’incendio si è proceduto anche a simulare il recupero di un marittimo ferito attraverso trasbordo con barella, un’operazione non sempre scontata ed agevole per via dell’altezza della fiancata della nave.
E poi l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente, testando la capacità di limitare i danni dovuti alla fuoriuscita di gasolio dal serbatoio di bordo.
Si è agito mediante la stesura di panne antinquinamento, utilizzate per circoscrivere la chiazza di gasolio ed agevolarne la bonifica. Il risultato della simulazione è stato quindi positivo.
«Esercitazioni come queste», afferma il comandante della Capitaneria di porto, Giuseppe Marzano, «rappresentano un momento di confronto assai importante per un porto come quello di Ortona, dove operano quotidianamente ed a stretto contatto una molteplicità di soggetti ed imprese. È importante che in caso di emergenza ognuno sappia bene cosa fare e come farlo, senza lasciare spazio all’improvvisazione», continua.
«Ogni dettaglio deve essere provato, dalla gestione del traffico veicolare, ai tempi di reazione dei vari enti e soggetti coinvolti, dalla rimozione di ostacoli eventualmente presenti in banchina, alla bonifica delle acque contaminate in caso di emergenze reali».
Alfredo Sitti
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