“Barriere” in municipio, a un disabile 10mila euro

30 Novembre 2023

Ortona. Palazzo di città condannato al risarcimento per condotta discriminatoria Il ricorrente: «Io escluso dalle varie attività». L’ente: «Ma l’ascensore funziona»

ORTONA. Il Comune di Ortona condannato a risarcire un disabile per 10mila euro per le barriere architettoniche in municipio. La vicenda è iniziata nel 2021 quando G.D, invalido al cento per cento, rappresentato dall’avvocato Francesca Manica, ha presentato una istanza al tribunale di Chieti chiedendo di accertare e dichiarare il carattere discriminatorio della condotta del Comune che non aveva provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche per l’accesso agli uffici e alle sedi istituzionali situate nei palazzi comunali e nella sede principale di via Cavour, ai numeri civici 1 e 24. Secondo il ricorrente, dunque, la presenza di barriere architettoniche in entrambi gli stabili di via Cavour avrebbe comportato la sua esclusione da tutte le attività che si svolgono negli edifici comunali. Il giudice Diana Genovese, a sostegno della tesi del disabile, ha esposto che si tratta di un soggetto con totale e permanente incapacità lavorativa e impossibilità di deambulare e che nel corso degli ultimi anni ha più volte esposto alle istituzioni comunali le proprie rimostranze a causa dell’impossibilità di accedere agli uffici, in particolare quelli della sede di via Cavour 24.
In questa vicenda giudiziaria è intervenuta anche l'avvocato Antonella Bosco, conosciuta per le sue battaglie su questi temi. Il Comune, difeso dall’avvocato Paolo Serafini, ha dedotto l’insussistenza della discriminazione lamentata dal disabile. In particolare, per quanto concerne la sede centrale di via Cavour n. 24, la difesa ha illustrato che al piano terra sono collocati l'ufficio turistico, la sede del Comitato manifestazioni e una stanza per accogliere i disabili, tutte liberamente accessibili agli utenti e senza barriere architettoniche. Al primo piano, raggiungibile con scala interna a doppia rampa, hanno sede uffici che non sono aperti al pubblico, il cui accesso è consentito esclusivamente ai dipendenti, ai membri della giunta e del consiglio comunale o dello staff del sindaco, oltre che l’aula consiliare. Al secondo piano ha sede, invece, il settore servizi finanziari e risorse umane.
Motivazioni che, evidentemente, non hanno convinto il giudice che nella sentenza, accertata la condotta discriminatoria del Comune che non ha rimosso le barriere architettoniche dei due edifici, condanna l’ente sia a elaborare un piano per la rimozione delle barriere, entro sei mesi dalla comunicazione dell’ordinanza, e anche al pagamento in favore di G,D., a titolo di risarcimento del danno, di 10 mila euro oltre alle spese legali per un totale di circa 20mila euro. Tuttavia a fine 2022 l’ente ha intrapreso i lavori per installare l’ascensore funzionante nel palazzo del municipio.
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