«Basta auto davanti alle scuole»

Protesta il Comitato Piedibus: servono zone di rispetto per la salute degli alunni
LANCIANO. «L’istituzione di zone di rispetto, vietate alle auto, davanti alle scuole non è più rinviabile per salvaguardare salute e incolumità di bambini e ragazzi». È l’appello che il Comitato Piedibus lancia all’amministrazione comunale per fronteggiare il caos traffico davanti agli istituti scolastici ed alle sedi distaccate, moltiplicate causa Covid.
«Anche quest’anno assistiamo a pericolosi ingorghi automobilistici», affermano dal Comitato, «che mettono a repentaglio salute e incolumità fisica di bambini e ragazzi che entrano od escono da scuola. Un monitoraggio della qualità dell’aria in quegli orari metterebbe in luce sicuramente dati allarmanti, così com’è avvenuto in tutte le città dove è stato realizzato in situazioni analoghe». Il problema è stato posto più volte all’attenzione dell’amministrazione comunale e degli organi competenti. Ma adesso per il Comitato Piedibus, che sollecita maggiore attenzione ai mezzi di mobilità alternativa e non solo in concomitanza con il passaggio del Giro d’Italia, è arrivato il momento di intervenire. «Non è più rinviabile l’istituzione regolamentata di zone di rispetto e strade scolastiche interdette al passaggio della auto», sostiene l’associazione, «almeno negli orari di entrata e di uscita. Si tratta di una soluzione efficace adottata da anni in Europa e che si sta diffondendo anche in Italia. Al sindaco e agli assessori competenti abbiamo ribadito la nostra intenzione di collaborare come volontari alla piena riuscita dell’operazione, così come facciamo per il corretto svolgimento del servizio Piedibus. Il consiglio comunale di Lanciano», ricorda il Comitato, «ha approvato all’unanimità, nell’agosto 2019, la “Dichiarazione di emergenza climatica” e l’attuale giunta Pupillo si è sempre detta a favore della tutela della salute, del rispetto dell’ambiente e della valorizzazione del bene comune. Ma è ora che dalle dichiarazioni si passi ai fatti e un intervento del genere, che serve a garantire la salvaguardia dei più giovani, è un ottimo banco di prova per dimostrare le proprie reali intenzioni. Noi continueremo a sollecitare l’amministrazione affinché adotti queste misure, cominciando magari con una fase sperimentale, e invitiamo tutti i genitori a fare altrettanto se davvero tengono alla salute e al benessere dei propri figli». (s.so.)

