«Basta coi progetti del gas dal lago»

25 Febbraio 2020

Ecco alcuni stralci del documento che sarà votato dai sindaci

BOMBA. Estrazione gas dal lago di Bomba: si svolgerà giovedì, alle 17,30, nella sala consiliare del Comune di Atessa, la riunione del Comitato dei sindaci del Sangro-Aventino-Frentano. Dopodomani i primi cittadini chiederanno alla Regione e quindi a tutti i parlamentari del territorio di sollecitare il Governo affinché recepisca la richiesta, sottoscritta il 22 gennaio 2018 da Regione, Provincia di Chieti, Comuni di Bomba, Paglieta e altri 20 borghi vicini e inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, di ritirare il permesso di ricerca “Monte Pallano” alla Cmi Energia, di attestare definitivamente che «il giacimento di gas naturale di Bomba non è sfruttabile a causa della delicata situazione idrogeologica dei luoghi, della presenza di frane attive e quiescenti e del bacino idroelettrico che produce energia da fonte rinnovabile dal 1961 e di non rilasciare in futuro ulteriori permessi di ricerca e di coltivazione». La voce degli amministratore è una sola: «Questo territorio non deve essere tartassato da questo tipo di richieste, sembra l’araba fenice che, morta, rinasce ogni volta dalle sue ceneri, così sono i vari progetti, tra cui questo dell’estrazione di gas sotto il lago di Bomba».
A distanza di 10 anni dalla prima richiesta, questa è la terza volta che la Cmi, società controllata da un’azienda statunitense, prova ad ottenere la concessione. Il progetto di estrazione e raffinazione di gas naturale dal giacimento (scoperto nel 1958 dalla Meridionale idrocarburi, la titolarità del giacimento di gas naturale di Bomba è stato per circa 30 anni dell’Agip, società italiana controllata poi dall’Eni), presentato per la prima volta nel 2010, è stato già bocciato due volte dal comitato Via della Regione, dal Consiglio di Stato, dopo i due ricorsi al Tar della ditta proponente, ex Forest Cmi, attuale Cmi Energia Srl, e nel 2018 dal Comitato Via del ministero dell’Ambiente.
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