«Basta facili proclami su Stellantis»

3 Agosto 2024

Atessa. La Rsa Uilm: le istituzioni creino infrastrutture che attirino investimenti

ATESSA . Cassa integrazione prolungata di altre due settimane in Stellantis Atessa: la Uilm invita i dipendenti alla compattezza chiedendo alle istituzioni di smetterla con i facili proclami. In una nota, la Rsa della Uil, sostiene che «dopo anni in cui questo stabilimento è stato caratterizzato da un incremento continuo e costante della produzione, oggi dopo tanto le condizioni si sono capovolte. In particolare la situazione dell'automotive, già precaria, è stata aggravata da scelte politiche economiche ed incertezze dovute alle difficili situazioni internazionali. Oggi», prosegue la nota della Rsa Uilm, «stiamo vivendo un periodo singolare e delicato che sembra non avere nulla a che vedere con i tempi in cui questo stabilimento registrava continui record produttivi aprendo a scenari impensabili. Sono lontani i giorni in cui quest'azienda aumentava i turni di lavoro per far fronte alle richieste di mercato, oggi ci troviamo a fare i conti con la cassa integrazione e la sospensione di un turno lavorativo. Noi pensiamo che in questo grave momento bisognerebbe essere tutti molto più responsabili e attenti a non fare in modo che ci siano situazioni irreversibili. Alle istituzioni chiediamo di smetterla di fare proclami fini a se stessi e di mettere mano alle infrastrutture così da poter attrarre investimenti sul territorio e creare nuovi posti di lavoro oltre che tutelare quelli che già ci sono. Vogliamo i fatti. Consigliamo all'azienda di gestire questa fase in modo più rispettoso e umano evitando ripercussioni che avranno come conseguenza un inutile inasprimento degli animi. Ai colleghi evidenziamo che mai la situazione è stata così grave e pericolosa per il mantenimento dei volumi occupazionali, quindi facciamo attenzione a non avere atteggiamenti che possono ricondurre ad abusi, ma facciamo buon uso dei strumenti a disposizione, il rischio è che saremo gli unici a rimetterci. Infine l'appello alle organizzazioni sindacali di abbandonare gli slogan e unirci in difesa di territorio e posti di lavoro».