«Basta promesse, il sindaco dice solo bugie»

3 Gennaio 2019

Le reazioni agli annunci di Di Primio, il M5S: difende solo la sua poltrona. Il Pd e Rispoli: impegni disattesi

CHIETI. «Ormai, sono sempre le solite promesse. Nel frattempo, Chieti è messa sempre peggio». Il giorno dopo l’intervista del Centro in cui il sindaco Umberto Di Primio annuncia che il 2019 sarà l’anno della svolta con la partenza dei grandi cantieri, arrivano le reazioni dell’opposizione. «Di Primio ha passato quasi 9 anni a tentare di imbonire i teatini senza dare niente alla città. Dice sempre le stesse cose per tentare di tenersi stretta l’unica poltrona che gli resta in vista di altre garanzie per il futuro», afferma Ottavio Argenio del M5S, «intanto, la città ha fatto solo passi indietro per i demeriti suoi e di tutto il centrodestra. Ma», prosegue Argenio, «quello che mi spaventa di più è la parte esecutiva di queste presunte grandi opere visto che ogni iter portato avanti da Di Primio rappresenta un’incognita fino alla firma dei contratti. E poi occhio al federal building dell’ex caserma Berardi: potrebbe svuotare il centro di altri servizi».
Anche per Alessio Di Iorio (Pd), gli impegni presi dal sindaco – nuova piazza San Giustino, raddoppio dei parcheggi al terminal bus, riqualificazione di piazzale Sant’Anna e dell’ex pescheria e piste ciclabili allo Scalo – sono solo annunci: «Sono le classiche promesse disattese e la Chieti della realtà è sempre più in difficoltà. Ma i teatini, ormai, non credono più a questo sindaco perché hanno capito che di lui non ci si può fidare. Se Di Primio avesse voluto fare qualcosa per la città, lo avrebbe fatto già prima: ha avuto quasi 9 anni a disposizione. Intanto», continua Di Iorio, «vediamo come sarà gestito il maltempo di questi giorni visto che l’assegnazione del piano neve è avvenuta, come al solito, in ritardo».
Stefano Rispoli, ex Forza Italia e fondatore del gruppo Chieti. Da capo con Enrico Raimondi e Mario Troiano, chiede di «passare dalla politica degli annunci sterili, che contraddistingue questa amministrazione, alla politica del fare. La situazione di disavanzo dell’ente, in virtù della legge di bilancio 2019 appena approvata, rischia di pregiudicare i buoni propositi del sindaco. Le promesse non mantenute», dice, «sono tante, troppe, e non possono passare inosservate. La speranza è che il 2019 possa, finalmente, essere l’anno della rinascita. Il gruppo Chieti. Da Capo è pronto ad affrontare da protagonista, con responsabilità e dinamismo, questo nuovo anno appena iniziato».
«Di Primio è il sindaco degli annunci e non dei fatti», dice Bruno Di Paolo di Giustizia sociale, «è capace di mistificare la realtà con le bugie alla Pinocchio. Auspico che quanto promesso si traduca, anche in minima parte, in realtà, e me lo auguro soprattutto per la città che ha bisogno di un forte segno di vita dell’amministrazione per continuare a sperare in una rinascita che ad oggi appare una chimera. Dubito però che Di Primio, che si è guadagnato sul campo il titolo di sindaco dei proclami, tenga fede alle promesse. E poi una riflessione: un sindaco che ha costruito la sua fortuna puntando sul campanile, ora viene a dirci che a Chieti non è stato organizzato niente per l’ultimo dell’anno perché a Pescara era in programma una grande festa: questo vuol dire che Di Primio ha alzato bandiera bianca e ha annunciato la sua resa anche sulla teatinità».