«Basta, vi faccio fare la stessa fine delle due donne uccise a Ortona»

27 Novembre 2019

Un uomo picchia la moglie davanti ai figlioletti e la caccia di casa, poi minaccia lei e la suocera Per terrorizzarle fa riferimento al duplice omicidio di Letizia Primiterra e Laura Pezzella

CHIETI. «Vi faccio fare la stessa fine delle due donne di Ortona». Così J.S., 44 anni, terrorizzava e minacciava di morte la moglie e la suocera. È chiaro, secondo gli investigatori, il riferimento al duplice omicidio avvenuto il 13 aprile del 2017, quando l’operaio Francesco Marfisi ha ucciso con 81 coltellate, a Ortona, la moglie Letizia Primiterra e l’amica di lei Laura Pezzella. Il caso è arrivato davanti al giudice del tribunale di Chieti Enrico Colagreco: J.S. (indichiamo solo le iniziali per tutelare l’identità della vittima) è finito sotto processo per i reati di maltrattamenti in famiglia e di «danneggiamento seguito da incendio».
Stando alla ricostruzione dell’accusa, l’uomo si è scagliato contro la moglie di 45 anni, offendendola a più riprese con frasi del tipo: «Sei una scema, non capisci nulla». Ma l’imputato non si è fermato agli insulti, passando a vere e proprie aggressioni fisiche con schiaffi e calci «anche per futili motivi». Le sfuriate sono avvenute pure davanti ai figli di otto e sei anni. L’episodio più grave risale al 17 dicembre del 2017. Quel giorno, dopo un diverbio nato per il cattivo funzionamento della caldaia, J.S. ha cominciato a picchiare la moglie. «Per sottrarsi alla violenza già perpetrata nei suoi confronti», lei si è rifugiata nella cameretta dei bimbi. Ma non è stato sufficiente per mettere fine alla violenza: lui l’ha letteralmente cacciata di casa, buttando per le scale i vestiti della moglie. E quando quest’ultima era in auto con i figlioletti, come se non bastasse, ha afferrato uno sgabello dicendo di essere pronto a lanciarlo contro la macchina. L’incubo è proseguito anche nei giorni successivi, nonostante la donna avesse trovato rifugio nella casa paterna. «Se non torni a casa», ha continuato a terrorizzarla, «ti ammazzo». Minacce di morte che ha rivolto anche alla suocera, dicendo che avrebbe fatto fare a lei e alla figlia «la fine delle due donne di Ortona». Il pomeriggio del primo febbraio del 2018, invece, l’uomo ha preannunciato un blitz punitivo: «Siete delle m..., ve la faccio pagare». E infatti, qualche ora dopo, si è presentato a casa dei genitori della vittima e ha sfondato un vetro con un sasso. Durante la stessa serata ha inviato numerosi messaggi alla moglie con i quali «la invitava a ripensare a quello che stava facendo». Subito dopo, però, si è lasciato andare nuovamente ad «espressioni volgari», andando su tutte le furie perché la donna si rifiutava di rispondere. Uno dei fatti più allarmanti è successo a distanza di qualche settimana. Il 20 marzo, infatti, J.S. ha appiccato le fiamme all’interno di una baracca in lamiera di proprietà del suocero, danneggiando il locale e distruggendo un trattore, un ciclomotore Aprilia 50 e alcuni giochi per bimbi. L’intervento tempestivo di vigili del fuoco e carabinieri ha evitato danni ancora peggiori.
La prossima udienza è in programma il 9 marzo del 2020. L’imputato è difeso dall’avvocato Errico Sacco, mentre la donna è assistita dall’avvocato Elvira Sarchese.
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