Basterebbe: troppi interinali ma il concorso è in regola

8 Novembre 2017

LANCIANO. «L’avviso di selezione rispetta la normativa vigente, cerca di preservare la continuità aziendale e l’erogazione dei servizi. La polemica di Febbo e alcuni sindaci, secondo cui le...

LANCIANO. «L’avviso di selezione rispetta la normativa vigente, cerca di preservare la continuità aziendale e l’erogazione dei servizi. La polemica di Febbo e alcuni sindaci, secondo cui le partecipate pubbliche non possono fare assunzioni a tempo indeterminato fino a giugno 2018, non va considerato: un correttivo ha fatto slittare il termine iniziale del divieto alla data di entrata in vigore di un decreto attuativo che non c’è ancora». Per il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe è in regola il concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 67 figure professionali, per il quale ci sono 2.300 candidati. Lo ribadisce nella riunione convocata con i sindaci soci (42 presenti su 76) per fare chiarezza e volutamente disertata da 8 primi cittadini che contestano il bando e ne chiedono l’annullamento. «Sono rammaricato per l’assenza di alcuni sindaci», dice Basterebbe, «non è costruttivo sottrarsi al confronto. L’avviso pubblico era necessario perché per legge società come la Sasi possono avere il 30% del personale interinale: noi ne abbiamo quasi la metà, 66 su 148 dipendenti. Inoltre per gli interinali, con contratti anche da più di 10 anni, la Sasi paga oltre mezzo milione di euro in più all’anno. Questa non sarà l’unica selezione: ce ne sarà un’altra per una trentina di figure nuove per le quali non chiederemo esperienze pregresse». Avere la pregressa esperienza di un anno continuativo in aziende di servizi a rete fissa è uno dei criteri contestati nel bando. «Serve per garantire continuità, per avere subito personale esperto», replica Basterebbe, «risiedere entro 50 km dalla sede di lavoro è per la reperibilità, come la patente B serve per chi si sposta durante il lavoro. Il bando, fatto con la società Smat di Torino e lo studio legale Maresca di Roma, è in regola». «Quelle sollevate sono vecchie polemiche politiche», dice Francesco Menna, sindaco di Vasto, «bisogna andare avanti nel rispetto della legge». «I sindaci contrari avrebbero potuto illuminare l’assemblea con le loro perplessità», dice Antonio Tamburrino, sindaco di Montenerodomo.
Teresa Di Rocco