Batosta dal voto, il Pd fa autocritica

Marongiu: premiato l’antisistema. Sarchese: gli alleati non hanno sostenuto Miscia
LANCIANO. Cosa ha decretato la sonora disfatta del centrosinistra? Il vento nazionale di disaffezione a partiti ed establishment oppure l’incapacità, tutta locale, a gestire i piccoli circoli territoriali e le urgenze dei cittadini? Il Pd lancianese fa autocritica e, nei giorni scorsi, ha riunito la prima assemblea di circolo. Tanti i malumori manifestati, pochi quelli esternati. La riunione, a cui ha preso parte anche la candidata al collegio uninominale per la Camera e assessore alla cultura Marusca Miscia, si è aperta con la proposta di dimissioni da parte della segretaria cittadina Rosetta Madonna, che, tuttavia, è stata subito bocciata. Due le principali correnti. La prima è rappresentata da Leo Marongiu, presidente del consiglio comunale. «Si è trattato di un voto politico che ha premiato, in questo preciso momento storico, i partiti che rappresentavano “l’antisistema”», precisa Marongiu, «si tratta di motivazioni molto profonde che poco hanno a che fare coi risvolti locali. Ripartiamo da un’autocritica: per anni il Pd è apparso come potere e arroganza. Dobbiamo lavorare su un messaggio in totale discontinuità». Più critico Tommaso Sarchese, esponente della mozione Orlando e cuperliano della prima ora: «È l’entità della sconfitta che deve farci preoccupare. Andare sotto il 20% significa che deve dimettersi tutto il corpo dirigente, dal nazionale al regionale. A livello nazionale Renzi ha continuato ad attuare una politica personale e personalistica con grossi scogli rappresentati da provvedimenti, come Jobs act e Buona scuola, che ci hanno fatto perdere milioni di voti. A livello regionale la gestione delle candidature è stata pessima: nessun organismo preposto ha vagliato le candidature. Sul locale, invece, una pecca è stata che i colleghi di maggioranza della lista civica (Progetto Lanciano, ndc) non hanno dato un apporto convinto al rappresentante dell’esecutivo. Bisogna ora ripartire dalla partecipazione, attraverso la funzionalità dei circoli e il coinvolgimento diretto dei cittadini alle scelte amministrative. Mi auguro che la batosta serva a fare un percorso diverso per le regionali». (d.d.l.)
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