«Bene i ricorsi anti Ombrina ma ora decida la politica»

26 Giugno 2015

LANCIANO. No al petrolio dall’Adriatico: il movimento civico Progetto Lanciano a distanza di un mese dalla manifestazione dei 60.000 che hanno invaso pacificamente la nostra città per dire un forte...

LANCIANO. No al petrolio dall’Adriatico: il movimento civico Progetto Lanciano a distanza di un mese dalla manifestazione dei 60.000 che hanno invaso pacificamente la nostra città per dire un forte e chiaro no alla petrolizzazione della Costa dei trabocchi, ribadisce la propria contrarietà al progetto di trasformazione delle nostre coste in distretto minerario. Per il coordinatore del movimento e vicesindaco di Lanciano, Pino Valente, «sono trascorsi poco più di trenta giorni dal 23 maggio, il giorno del corteo che ha attraversato le strade della nostra città, e cresce la nostra voglia di combattere e dire no ad un progetto che riteniamo sbagliato. Siamo determinati a combattere una battaglia per garantire un futuro ecosostenibile alla nostra regione. Abbiamo apprezzato la presa di posizione della Regione che ha intrapreso la strada dei ricorsi per provare a fermare questa deriva petrolifera che rischia di compromettere il modello di sviluppo immaginato per la nostra costa e per il nostro territorio. Ma non basta. È necessario», sottolinea Valente, «che alla via delle carte bollate si aggiunga la via politica. Visto che il fronte delle regioni contrarie è ampio si crei subito un coordinamento dei parlamentari e dei rappresentanti della regione per far capire al governo che su questo argomento c’è una contrarietà pressoché totale da parte delle popolazioni interessate da questo programma di trivellazioni».

I consiglieri comunali Giacinto Verna e Michele Ucci proporranno in consiglio comunale «un ordine del giorno per sensibilizzare Regione e parlamentari abruzzesi affinchè si segua anche la via politica per fermare questa deriva petroliferare. Ringraziamo le associazioni ambientaliste e non che portano avanti con determinazione una battaglia forte e determinata per far sentire forte la voce di dissenso del popolo abruzzese».

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