«Benito abbandonato dalle istituzioni»

Lo sfogo di Annalisa Loconsole (Penelope) a un anno dalla sparizione dell’83enne: una vita umana non si cancella così
GUARDIAGRELE. «Dopo un anno la famiglia Della Penna bussa ancora e con forza per chiedere di cercare Benito». Lo sostiene Annalisa Loconsole, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo, associazione delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, espressione regionale di Penelope Italia onlus. La vicenda è quella di Benito Della Penna, 83 anni, di Guardiagrele, uscito di casa intorno alle 16,30 di un anno fa, il 15 marzo 2017, per fare una passeggiata e raggiungere in campagna il genero Raffaele e misteriosamente svanito nel nulla. Benito aveva indosso un giubbotto blu leggero, jeans, cappello classico, scarpe di pelle, occhiali da vista e portava l’immancabile stampella azzurra. Da poco si era operato per un problema a una gamba
Le ricerche sono proseguite fino alla fine marzo dello sorso anno. Poi lo stop. «Eppure alcune zone vicino casa sua, quelle impervie, non sono state battute», spiega Loconsole, «come potrebbero giungere i cani da cadavere, anche per ritrovare i suoi poveri resti? Il no delle istituzioni interessate a vario titolo nella ricerca di Benito, è stato irrevocabile. Nemmeno dalla Procura c’è apertura e interessamento a far giungere i cani da cadavere, anche a pagamento, richiesti dalla famiglia. Non è servita neanche la fiaccolata di sensibilizzazione organizzata a Guardiagrele con il sostegno del Comune e della cittadinanza, a smuovere le coscienze. L’assillo della famiglia», sottolinea la presidente di Penelope, «è che a Benito qualcuno possa aver fatto del male, in quel breve tratto di strada, e se ne sia liberato. Oppure Benito giace da qualche parte, ormai coperto dagli arbusti, che la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno hanno ricoperto? La figlia Rosanna», prosegue Loconsole, «dalla sua finestra, guarda la rigogliosa vegetazione, divenuta la tomba, a cielo aperto, di suo padre e guarda le stelle sotto le quali amava conversare con lui. Ma dov’è Benito Della Penna? Può la vita di una persona essere cancellata dalle istituzioni con tanta determinazione e indifferenza? Nel cuore di chi resta ad attendere una risposta, sicuramente, quella vita, tanto cara, finita nell’oblio della scomparsa, non è cancellata né dimenticata».
Dalla XVIII Relazione semestrale sulle persone scomparse del ministero dell’Interno, presentata presso il Palazzo del Viminale il 13 febbraio scorso, dal sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, e dal commissario di Governo per le persone scomparse, prefetto Vittorio Piscitelli, è venuto fuori che in Abruzzo risultano scomparse 502 persone, una media di 11 unità l’anno di cui si perdono definitivamente le tracce.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

