Benvenuti nella città al buio

30 Novembre 2016

Dal rondò dello Scalo alla galleria sotto il Tricalle, l’illuminazione è un lusso

CHIETI. Almeno in due vie d’ingresso della città non c’è l’illuminazione e di notte chi percorre quelle strade è costretto a viaggiare completamente al buio. Il primo caso si verifica nel tratto che interseca via Gorizia e viale Unità d’Italia, dove c’è il rondò che dà il benvenuto in diverse lingue del mondo ai viaggiatori. Ad accorgersene, tra gli altri e a segnalare la situazione, è stato Mauro Bucci, da sempre sensibile alla viabilità che collega lo Scalo e il Colle, visti anche gli ultimi servizi bus navetta da lui promossi in occasione di eventi. Così Bucci: «Quella doveva essere una rotonda di accoglienza in tutte le lingue. È diventata il simbolo di Chieti, una città al buio». Il secondo caso, ben noto da tempo ma mai risolto, interessa la strada che chi proviene da Pescara e vuole rientrare in città deve intraprendere per dirigersi verso la zona Tricalle, dove c’è lo svincolo che conduce nella zona ospedaliera e universitaria. Da lì, proseguendo al buio verso uno dei quartieri più popolati, si incontra pure la galleria di competenza provinciale che, come il resto, non ha illuminazione da ben otto anni. I pendolari lo sanno bene e rischiano ogni notte. Già diversi mesi fa furono molte le segnalazioni dei residenti, che dicevano: «La galleria che si trova sotto la piazza di San Francesco Caracciolo non ha illuminazione da diversi anni, con il rischio di continui incidenti».(e.r.)