«Bestemmie e insulti agli studenti» Prof rischia 5 mesi di sospensione

30 Gennaio 2024

Oggi arriva davanti al consiglio di amministrazione dell’ateneo la richiesta di stop per Marco Petrangeli Il rettore Stuppia: «Abbiamo applicato il codice deontologico interno. Alla d’Annunzio si rispettano le regole»

CHIETI. Insulti agli studenti e persino bestemmie durante le ore di lezione. Senza contare le frasi dispregiative anche nei confronti dei colleghi, pare soprattutto di quelli di sesso femminile. Marco Petrangeli, 59 anni di Roma, insigne docente universitario alla d’Annunzio, ora rischia la sospensione di cinque mesi dall’insegnamento e dallo stipendio. A chiederlo è il collegio di disciplina dell’ateneo teatino-pescarese, al termine di un procedimento disciplinare in cui il docente di Tecnica delle costruzioni (dipartimento di Ingegneria e geologia) ha avuto l’occasione di discolparsi e di spiegare.
Questa mattina il caso arriva all’attenzione del consiglio d’amministrazione dell’ateneo che si riunisce senza la presenza del rettore Liborio Stuppia, costretto a casa per problemi di salute. Il primo Cda del nuovo anno non potrà contestare l’esito del collegio di disciplina presieduto da Marcello Villani, ma potrà dire la propria sulla congruità o meno della sanzione proposta, vale a dire della sospensione di cinque mesi dall’insegnamento e dallo stipendio, provvedimento che comunque continua a prevedere la corresponsione al professore dell'assegno alimentare.
«Noi abbiamo semplicemente applicato i nostri codici deontologici interni», dice il rettore Stuppia, raggiunto al telefono, «sono arrivate due segnalazioni per comportamenti inappropriati e l’ateneo si è mosso. È chiaro che non è una vicenda particolarmente edificante, ma dimostra anche che la d’Annunzio applica le regole». Il rettore spiega inoltre che lui ha ereditato questa vicenda, perché quando si è insediato il procedimento era già partito. Una volta arrivato sul suo tavolo Stuppia, che nella sua prima inaugurazione dell’anno accademico ha sottolineato più volte di voler essere a fianco degli studenti, ha portato a termine l’iter.
I fatti contestati al docente, infatti, risalgono all’epoca Covid, quando il rettore era Sergio Caputi. Lo stesso docente pare abbia tirato più volte in ballo, nella sua replica davanti al collegio di disciplina le difficoltà legate alla didattica a distanza che l’ateneo è stato costretto a perseguire per non interrompere l’insegnamento. Proprio la modalità della dad sembra aver infastidito non poco il docente. Una situazione molto pesante che probabilmente ha influito non solo sul rendimento dei ragazzi.
Le escandescenze di Petrangeli sono state giudicate dal collegio di disciplina lesive dell’immagine dell’ateneo, oltre che del decoro e della dignità degli altri docenti. E il fatto che fossero registrate dalle apparecchiature utilizzate per fare lezione online ha fatto sì che non fossero direttamente contestate dal docente che pare abbia ammesso il contenuto, bestemmia compresa, non ponendo dubbi sulla paternità delle stesse.
La mancata contestazione delle condotte lesive dell’immagine dell’ateneo ha fatto sì che il collegio procedesse a chiedere la sanzione. In sede di collegio di disciplina, infatti, pare che il docente si sia limitato a giustificare il proprio comportamento attraverso i problemi didattici legati all’emergenza Covid e di preparazione degli studenti. Dopo la decisione di oggi del Cda, il docente, se ritiene, potrà fare ricorso al giudice del lavoro.
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