Bici in affitto, il Comune sfida gli incivili

11 Gennaio 2017

Lanciano, il 90 per cento dei mezzi è da rottamare. Caporale: «Ma non rilanciamo il progetto»

LANCIANO. Nonostante sia ormai da mesi inattivo non è del tutto archiviato il progetto comunale di bike sharing che dota la città di biciclette a pedalata assistita o normale per spostarsi da un capo all'altro del perimetro comunale.

L'amministrazione Pupillo, di concerto con il settore alla mobilità e traffico, sta infatti valutando la possibilità di migliorare il servizio anche sulla scorta di esempi di altre città come Sanremo, o la più vicina Vasto. Il progetto Anxanum Bike sharing (frutto di una collaborazione tra il Comune di Lanciano e l'Alesa, Agenzia locale per l'energia e lo sviluppo ambientale e la compartecipazione della Sangritana) era stato avviato sotto i migliori auspici nella primavera del 2013. A disposizione dei cittadini un parco di 66 biciclette (di cui 44 a pedalata assistita, ovvero elettriche) di proprietà comunale, dislocate in 6 postazioni, che i cittadini (previa sottoscrizione di apposito abbonamento) potevano utilizzare durante il giorno con il vincolo di riconsegnare le due ruote alla fine del loro utilizzo nello stesso punto di prelievo da cui erano state prese.

Ma gli obiettivi del "miglioramento della qualità dell'aria","fluidificazione del traffico cittadino", "abbattimento degli impatti ambientali della mobilità urbana" e "promozione della mobilità sostenibile" sono periti, uno dietro l'altro, a colpi di inciviltà. «Il 90% del parco bici elettrico è da rottamare - spiega l'assessore alla mobilità e traffico Francesca Caporale - e il 50% delle due ruote normali è inutilizzabile. Sono stati spezzati perfino i telai dei veicoli in un crescendo di abusi di utilizzo e atti vandalici che non abbiamo più potuto sostenere economicamente».

«Ma non abbandoniamo l'idea di una mobilità sostenibile, soprattutto per il fatto di voler implementare l'offerta delle piste ciclabili in città - aggiunge - e con la proposta del tram leggero si potrebbe pensare a parcheggi di scambio e alla possibilità di lasciare le bici nelle stazioni per poi procedere con i mezzi pubblici». Alcuni contatti sono già stati avviati con la società che opera a Vasto.

L'idea è quella di concorrere a finanziamenti e bandi europei e, questa volta, dotarsi di un sistema efficace "anti-vandalismi". (d.d.l.)