Biciclette vietate sul Corso l’ordinanza divide la città

22 Dicembre 2019

Ortona. Il Comune: «Sulla strada principale c’è un uso non corretto delle due ruote» Nessun divieto per i bambini fino a otto anni. Ma protesta la Federazione ambiente

ORTONA . Ad una settimana dall’entrata in vigore del provvedimento che limita la presenza su corso Vittorio Emanuele II delle biciclette e dei veicoli per il carico e scarico delle merci, i controlli della polizia municipale sull’osservanza delle regole sono costanti. Intanto però la città si divide sull’ordinanza. Ricordiamo che in via sperimentale e fino al 30 giugno sarà consentito il transito ai veicoli per il carico e scarico delle merci nelle fasce orarie dalle 6 alle 9,30 e dalle 12,30 alle 13,30 di tutti i giorni feriali, a esclusione del giovedì in occasione del mercato settimanale. Per quanto riguarda le biciclette, invece, potranno avere accesso solo se portate a mano, ad esclusione di quelle condotte dai bambini fino a otto anni.
Ed è soprattutto sull’impossibilità di pedalare sul corso che le opinioni si dividono, tanto che in questi primi giorni in cui si è dato seguito a quanto stabilito, non è mancato chi ha espresso tutta la sua insoddisfazione per l’ordinanza. Il Comune di Ortona, incalzato da una parte della cittadinanza a riguardo, ha risposto che l’amministrazione è da sempre sostenitrice della mobilità leggera e sta lavorando a un piano di mobilità sostenibile su tutta l’area cittadina.
«Purtroppo il Corso era diventato protagonista di un uso non corretto della bici, soprattutto da parte dei ragazzi, provocando episodi spiacevoli con bambini e anziani», dicono dall’ente. «L’area pedonale è tale perché deve privilegiare il pedone e non metterlo in una condizione di pericolo».
Sul provvedimento è intervenuta anche la Federazione italiana ambiente e bicicletta di Ortona affidandosi ai propri social, dove è stata pubblicata una foto con i cartelli dei divieti installati all’ingresso del corso. «Se uso la bici», si legge nell’eloquente post su Facebook, «arrivo prima senza problemi di parcheggio, ho più tempo per fare acquisti, posso fermarmi davanti a un negozio che mi interessa, risparmio la benzina e ho più soldi in tasca, faccio attività fisica che è fondamentale per la mia salute, lascio suolo pubblico alle persone, sono più felice».
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