Bigi: Chieti sta morendo servono nuovi parcheggi

Oggi il convegno del Rotary Club sul futuro della città con 25 personaggi L’appello: bisogna ripartire dalla storia e dalla cultura altrimenti saremo isolati
CHIETI. «Chieti inesorabilmente sta morendo». A dirlo non è un detrattore della città ma Aurelio Bigi, uno che ha regalato impegno e che, adesso, guarda avanti perché, dice, «il futuro è nelle mani dei teatini». Si chiama così il convegno in programma oggi dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30 al Museo universitario: parola a 25 personaggi per passare in rassegna i punti deboli e i punti di forza della città. E Bigi, presidente del Rotary Club di Chieti, lancia un appello alla politica, partendo dal basso: senza parcheggi non si arriva a Chieti e la città è destinata a rimanere «isolata». «La parte politica», dice, «deve impegnarsi a risolvere l’annoso problema della mancanza di parcheggi. Un nuovo studio sulla mobilità è vitale. È diventato impossibile parcheggiare a Chieti nelle ore di punta, scoraggiando il turista o l’abitante delle zone periferiche o dei paesi vicini a salire sul colle. È più semplice fermarsi allo Scalo o in un centro commerciale dove si può certamente trovare posto per parcheggiare l’auto».
Secondo Bigi, «da troppo tempo uomini di cultura di Chieti si affannano ad osannare la storia importante della nostra città» mentre Chieti si trova a un bivio: «È inevitabile una scelta: o assistere passivamente alla sua morte o tentare di invertire la rotta operando insieme e dandosi una strategia comune. Per far sì», dice, «occorre partire dal suo bagaglio culturale (storia, musei) per trovare strade nuove e mai percorse. Utile potrebbe essere un comitato permanente che coinvolga i massimi livelli delle strutture culturali (e non solo) che operano in città».
Bigi e Paola Pierucci, presidente Rotary Club di Chieti Ovest, dicono: «Chiediamo a coloro che effettueranno i loro interventi di far conoscere quelle che considerano le priorità per la città, ma ancor più, quello che concretamente i singoli enti/istituzioni potranno realizzare per contribuire al rilancio di Chieti. Non è più il tempo di elenchi dei sogni irrealizzabili, ma di mettere in sinergia le cose che concretamente si potranno attuare. Dalla parte politica ci attendiamo che comprenda che Chieti è e vuole essere un punto culturale di riferimento dell’Abruzzo e attende scelte politiche e finanziarie conseguenti, certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione perché è essenziale programmare e pubblicizzare in tempo gli eventi». Nella Chieti di oggi, per Bigi e Pierucci, ci sono «tre aspetti nuovi»: «La presenza della Fondazione del Banco di Napoli che farà la sua prima apparizione in città con un concerto il 1° giugno al Teatro Marrucino; l’utilizzo dell’ex caserma Bucciante; l’utilizzo dell’ex caserma Berardi».
Gli organizzatori del convegno parlano di orgoglio teatino: «È fondamentale che il teatino si abitui ad agire direttamente, in prima persona, senza delegare a terzi per poi puntualmente criticare il loro operato. Il teatino deve diventare protagonista della vita della sua città e deve rendersi conto che da tempo non è più suddito, ma cittadino». (p.l.)

