Bilancio, il disavanzo è di oltre 27 milioni

Secondo gli ex revisori dei conti il buco in Comune è grave: non sarebbe veritiera la previsione di incasso di alcuni tributi
CHIETI. Un disavanzo di bilancio da 27 milioni e 714 mila euro, ovvero il debito accertato nelle casse di palazzo d’Achille. Che, adesso, è pronto a chiedere al ministero un piano di rientro trentennale. La nuova brutta notizia per la giunta Di Primio arriva direttamente dal collegio dei revisori dei conti uscente che, nei giorni scorsi, ha consegnato in Comune il parere sulle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui di bilancio messo in atto dall’amministrazione comunale. Una batosta vera e propria per la coalizione di centrodestra che aveva ipotizzato un disavanzo di circa 20 milioni di euro. E invece si è andati addirittura oltre anche a causa delle nuove normative stringenti introdotte dal Governo che impongono agli enti locali di predisporre bilanci veritieri e non basati su ipotesi di incasso che, nel caso del Comune teatino, sono state palesemente sbugiardate, specie per l’incasso di alcuni tributi, squilibrando pesantemente il già pericolante bilancio comunale. Che, tra le altre cose, ha dovuto fronteggiare, in un quinquennio, l’azzeramento dei contributi statali. Il sindaco, a margine del consiglio comunale di ieri mattina, non si è nascosto dietro un dito. «Bisogna gestire un debito di 27 milioni di euro creato anche dal centrosinistra e da quelle persone che oggi», attacca Di Primio, «fanno la voce grossa. Presto daremo un nome e cognome a tutti i debiti ereditati dalla mia amministrazione».
Ma il baratro finanziario è dietro l’angolo. Non a caso il Comune ha cancellato tutti i contributi per le manifestazioni e si appresta a varare un bilancio di previsione 2015 di lacrime e sangue. Si parla, in tal senso, di tagli per circa 12 milioni di euro effettuati tra i vari settori del Comune, sociale compreso. Lo schema di bilancio 2015 approderà in giunta oggi o domani mentre arriverà in consiglio a metà settembre. I tagli previsti, però, non basteranno a salvare la baracca. Questo perché il disavanzo di oltre 27 milioni di euro conteggiato dai revisori nella relazione sul riaccertamento dei residui dovrà essere riconosciuto dal consiglio comunale come debito fuori bilancio prima di varare il bilancio 2015. Il collegio, nella relazione prodotta, invita l’ente ad “emendare la procedura di riaccertamento proposta” malgrado i revisori abbiano espresso “parere favorevole in merito all’impostazione procedurale adottata.” Il Comune, a questo punto, sarà costretto a ricorrere ad un piano di rientro concordato con il ministero per evitare il dissesto economico. Si fa strada, in tal senso, l’idea di spalmare il pesante debito maturato, comunque, di almeno un decennio, in trent’anni. La patata bollente, ora, passa nelle mani del nuovo collegio dei revisori nominato ieri e composto da Ilaria Valentini, parente dell’ex governatore Gianni Chiodi, Enza Di Domenico e Maria Domenica Di Carlo. «Avranno», anticipa il sindaco, «un compito gravoso e dovranno guidare le attività di bilancio dell’ente, a partire dal previsionale 2015».
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