Bimba di 5 anni contagiata: scatta la chiusura dell’asilo

20 Ottobre 2020

Allarme a Villamagna: 19 in quarantena tra piccoli alunni, familiari e maestre Un positivo anche al liceo Masci di Chieti: compagni di classe negativi al tampone

CHIETI. Una bambina di 5 anni è risultata positiva al coronavirus e il sindaco di Villamagna ha ordinato la chiusura della scuola dell’infanzia. Toccano quota 18, dunque, gli studenti contagiati in provincia di Chieti e attualmente in isolamento: intere classi sono in quarantena. Nel frattempo, stando ai dati diffusi dal Dipartimento di prevenzione della Asl, sono saliti in totale a 469 i casi di Covid dal 1° luglio al 17 ottobre scorsi: l’età media è di 45 anni, molto diversa da quella della prima fase dell’epidemia (60 anni).
AULE CHIUSE A Villamagna l’allarme è scattato nelle scorse ore, quando il sindaco Renato Giovanni Sisofo ha ordinato la sospensione dell’attività didattica della scuola dell’infanzia e la chiusura anche dei locali adibiti a mensa «al fine di adottare tutte le precauzioni necessarie per il contenimento della diffusione del virus». La decisione è stata presa dopo che l’azienda sanitaria aveva comunicato la positività di una piccola alunna. A quel punto, per 19 persone tra bambini, familiari, docenti e personale scolastico, è stata disposta la quarantena. E ieri mattina, come conferma il sindaco, sono stati eseguiti i tamponi nel piazzale della scuola. Già stamattina dovrebbero arrivare i primi risultati. Il plesso di via Fonte Grande ospita nei piani superiori pure le scuole elementari e medie, che restano regolarmente aperte.
L’ALTRO POSITIVO Nei giorni scorsi, anche uno studente del liceo Masci di Chieti è risultato positivo al Covid. Nessuno dei 20 compagni di classe, come emerso dai tamponi, è stato contagiato: potranno tornare a scuola da venerdì, quando finirà la quarantena.
LO STUDIO Allargando il discorso, la task force Covid-19 della Asl Lanciano Vasto Chieti ha analizzato la curva dei contagi e diffuso un nuovo studio. «Nonostante l’aumento recente dei casi di infezione, si nota come la pressione nei confronti delle strutture ospedaliere sia ancora sopportabile», si legge nel documento, «e i posti letto dedicati siano sufficienti ad affrontare questo periodo epidemiologico, mentre sono molto aumentati i casi seguiti a domicilio. Diventa quindi prioritaria, sotto due punti di vista, la sorveglianza dei pazienti che vengono curati a casa perché asintomatici o paucisintomatici. Il primo motivo è preventivo, per evitare la diffusione dell’infezione: trattandosi di pazienti più giovani rispetto a quelli colpiti dal virus e dalla malattia nel periodo marzo-maggio, bisogna che garantiscano il rispetto rigoroso della quarantena, anche da parte dei parenti stretti, soprattutto per proteggere i più anziani. Il secondo motivo, più squisitamente clinico, per monitorare i parametri vitali e intervenire in caso di un peggioramento».
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