Bimba ritrovata, vertice a Roma per decidere sul rientro in Italia

14 Luglio 2024

Fissato l’incontro nella sede del Dipartimento per la giustizia minorile per dare il via libera definitivo E a giorni ci sarà l’udienza per l’estradizione della madre, in carcere su mandato d’arresto europeo

CHIETI. Un vertice a Roma, negli uffici del ministero della Giustizia, per decidere sul rientro in Italia della bambina di 8 anni di San Giovanni Teatino che, lo scorso 25 maggio, è stata portata via dalla madre e ora si trova a Duisburg, in Germania, dove la donna è stata arrestata. La riunione è in programma martedì nella sede del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, in via Damiano Chiesa. Parteciperanno all’incontro, tra gli altri, i rappresentati della Divisione Sirene del servizio di cooperazione internazionale di polizia, nonché i funzionari degli altri ministeri coinvolti, come quello degli Affari esteri.
Saranno dunque definite nel dettaglio le procedure per riportare in Abruzzo la piccola, ritrovata il 3 luglio grazie alle indagini condotte dalla squadra mobile di Chieti, diretta dal commissario capo Nicoletta Giuliante, sotto il coordinamento del procuratore Giampiero Di Florio e dei sostituti Lucia Anna Campo e Giancarlo Ciani. A prendere in carico la piccola sarà l’avvocato Monia Scalera, nominata curatrice speciale. Una volta in Italia, la bambina – come disposto dal tribunale per i minorenni dell’Aquila (presidente Roberto Ferrari, relatore Italo Radoccia) – sarà collocata in una casa famiglia «con assoluto divieto di prelievo». Non solo: i giudici hanno dato incarico al Servizio sociale del Comune di San Giovanni Teatino di «reperire una coppia idonea e disponibile per un affido extrafamiliare».
A giorni è in programma anche l’udienza per l’estradizione della madre, finita in manette sulla base di un mandato d’arresto europeo. A inizio maggio era stata già disposta la sospensione della responsabilità genitoriale sia della donna che del marito (nonché papà della bimba), dopo la scoperta – fatta il 19 aprile – che la piccola era solita dormire tra panetti di droga e pistole, di cui una addirittura carica. Dai successivi accertamenti è emerso che la minorenne non è mai stata iscritta a scuola, non è mai stata vaccinata e non è mai stata visitata da un pediatria. La vicenda ha avuto allarmanti sviluppi quando la mamma – sottoposta all’obbligo di dimora nel comune di San Giovanni Teatino dopo il sequestro della sostanza stupefacente – ha violato la misura, si è allontanata dall’Italia con la figlia, temporaneamente affidata alla nonna, e ha raggiunto la Germania con un autobus partito da Bologna.
Secondo il tribunale dei minorenni, «il grave e irresponsabile comportamento dei genitori è indice della loro scarsa idoneità a svolgere il delicato ruolo; l’incuria e la negligenza mostrate rivelano che entrambi trascurano in modo palese i doveri inerenti alla responsabilità genitoriale, commettendo gravi reati e, quanto alla madre, violando in modo palese e spregiudicato gli ordini di protezione emessi in favore della figlia». Al momento del rintraccio, la minore era in compagnia della madre e della zia paterna: anche quest’ultima è finita in carcere perché colpita da mandato d’arresto europeo essendo stata condannata in via definitiva, in Italia, alla pena di 18 anni di reclusione per reati in materia di stupefacenti.
Nell’inchiesta sulla scomparsa della bimba sono indagate (in questo caso a piede libero) anche altre cinque persone, tutte parenti della piccola, ovvero il padre, la sorella, la nonna e gli zii materni: per l’accusa, sono complici della madre, in quanto pienamente consapevoli dell’organizzazione della fuga, tant’è che hanno denunciato la sottrazione della minore con colpevole ritardo.
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