Bimbi del bosco, gli operatori della casa famiglia: “Noi insultati e minacciati, tiro al bersaglio sugli assistenti sociali»

Vicenda di Palmoli. È lo sfogo degli operatori della struttura dove, dal 20 novembre, sono ospitati i tre 'bambini del bosco' insieme con la mamma, in seguito alla decisione del tribunale dei Minori di sospendere la responsabilità genitoriale
PESCARA. "La gente è incattivita. Per strada ci insulta, sui social ci minaccia, commenti atroci". È lo sfogo degli operatori della casa famiglia dove, dallo scorso 20 novembre, sono ospitati i tre 'bambini del bosco' insieme con la mamma, in seguito alla decisione del tribunale dei Minori dell'Aquila di sospendere la responsabilità genitoriale dei genitori. A raccontarlo è un reportage all'interno della struttura pubblicato su un quotidiano nazionale. "Assistiamo a un tiro al bersaglio sugli assistenti sociali - spiegano dalla struttura - un racconto basato su bugie che farà male ai più fragili". I bimbi hanno una loro cameretta con tre letti mentre mamma Catherine vive al secondo piano. Nessuna porta è chiusa a chiave, ad eccezione di quella che porta sulla tromba delle scale tra un piano e l'altro, per garantire la sicurezza dei minori. Questa, però, ha un maniglione antipanico, come spiegano i responsabili della struttura, che può essere aperto dall'interno. "La madre, dalle scale - raccontano - può entrare a tutte le ore e lo ha fatto ogni volta che ha voluto".
Secondo quanto raccontato da chi gestisce la casa-famiglia, i tre bimbi della coppia anglo australiana hanno anche dei ritmi giornalieri diversi dagli altri ospiti. "Il pranzo i tre bimbi lo consumano alle undici, da soli - spiegano -. La cena è stata arretrata di mezz'ora e alle 19 si sta tutti insieme". "Lavoriamo per consentire un ritorno a casa - le ultime battute -, quando non avviene siamo i primi a considerarlo un fallimento".

