Bimbi lasciati fuori dal campo Vaccaro bacchetta il sindaco

17 Gennaio 2016

CASALBORDINO. Non accenna a placarsi la polemica sui piccoli atleti della scuola calcio lasciati fuori martedi dal campo di calcio del Comune per un contenzioso fra la società e l'ente pubblico. Il...

CASALBORDINO. Non accenna a placarsi la polemica sui piccoli atleti della scuola calcio lasciati fuori martedi dal campo di calcio del Comune per un contenzioso fra la società e l'ente pubblico. Il sindaco Remo Bello ha spiegato che il campo è aperto ai bambini non alla società che nonostante i solleciti non ha ancora pagato il dovuto.

Immediata la replica del presidente del Casalbordino, Giuseppe Vaccaro. «Le società si autofinanziano . Non è facile tesserare i ragazzi, pagare le assicurazioni per loro, iscrivere le squadre ai campionati, pagare gli arbitri (forse nessuno sa che si pagano a partita), pagare i rimborsi agli allenatori, acquistare le attrezzature sportive, rimborsare i custodi, acquistare le divise sportive, sostenere le piccole manutenzioni per il campo, accompagnare i ragazzi in trasferta, senza mai ricevere nessun contributo dal Comune per il gran servizio formativo svolto per la comunità. Come se non bastasse riceviamo avvisi dalla Soget per le pendenze. Le società sportive come la nostra si sostituiscono al Comune, svolgendo quel ruolo che l'ente molto spesso ignora e che produce integrazione, recupero di persone diversamente abili, opportunità per i giovani senza lavoro di ricevere piccoli contributi mensili facendoli stare in campo e non per strada (tutti autofinanziati da persone della comunità)», annota Vaccaro.

«I politici dovrebbero essere al servizio della comunità e non la comunità al servizio dei politici», rimarca il presidente del Casalbordino «Remo Bello è una persona distinta. Se al posto di quei trenta bambini messi fuori dal campo ci fosse stato suo figlio come avrebbe reagito il sindaco?». (p.c.)