Bimbi violentati dall’allenatore il caso arriva in Corte d’appello

11 Ottobre 2019

CHIETI. Arriva in Corte d’appello il caso dei 9 bimbi abusati dal loro allenatore di baseball. Dopo la condanna in primo grado a 12 anni di carcere, Riccardo Furgiuele ha presentato ricorso: l’udienza...

CHIETI. Arriva in Corte d’appello il caso dei 9 bimbi abusati dal loro allenatore di baseball. Dopo la condanna in primo grado a 12 anni di carcere, Riccardo Furgiuele ha presentato ricorso: l’udienza, davanti ai giudici aquilani (presidente Aldo Manfredi), è in programma il prossimo 25 ottobre. L’imputato, 53 anni, originario del Venezuela e residente a Sambuceto, ha sempre respinto ogni accusa.
Secondo i giudici del tribunale di Chieti (collegio composto dal presidente estensore Andrea Di Berardino, dal giudice Chiara Di Gerio e dal giudice onorario Riccardo De Mutiis), quelle violenze terribili hanno ferito per sempre le 9 vittime tra gli 8 e i 13 anni: «Alcuna mitigazione di pena può essere riconosciuta all’imputato», si legge sulla sentenza di primo grado. «Furgiuele è stato autore non di gesti occasionali e furtivi, bensì di lunghe e intese relazioni abusanti. Ottenuta l’instaurazione di legami apparentemente autentici, egli si è subdolamente insinuato nelle pieghe dell’animo, fragile e in formazione, dei ragazzi, usando la deduzione come arma di conquista e selezionando i più soli e i meno integrati, manipolando, qui e là, carenze comunicative o affettive mediante regali, certo semplici, eppure utili a consolidare un pericoloso dominio psicologico, al quale si è integrato quello erotico». Ma Furgiuele, assistito dall’avvocato Luigi Antonangeli, nega tutto: «La condanna è un macroscopico errore». E la sentenza impugnata «ha ricostruito le vicende travisando le risultanze, svalutando (quando non valutando) le vaghezze dell’imputazione, le contraddizioni ed inverosimiglianze delle deposizioni, negligendo o immotivatamente rigettando le tesi difensive e non valorizzando né gli elementi oggettivi a discarico né l’assenza di alcun riscontro obiettivo esterno alle dichiarazioni accusatorie».I genitori delle vittime si sono costituiti parte civile con gli avvocati Monica D’Amico, Teresa Laviola, Claudia Ottaviano, Livio Sarchese, Vittorio Iovine e Maria Teresa Pierfelice. Hanno ottenuto il risarcimento danni anche l’ex società di Furgiuele, rappresentata dall’avvocato Franca Zuccarini, e la Federazione italiana baseball, assistita dagli avvocati Marco Ferrante e Carmen Di Donato. (g.let.)