Bimbo di sei anni ustionato, è gravissimo

Il papà sta cucinando gli arrosticini e il piccolo fa cadere il braciere mentre gioca con i fratelli: trasferito d’urgenza a Roma
CHIETI. Dai sorrisi al dramma. Un bambino di 6 anni è rimasto ustionato in modo grave mentre, insieme ai fratelli, stava giocando vicino al braciere sul quale il papà si preparava a cucinare gli arrosticini. L’incidente domestico è avvenuto ieri, intorno all’ora di pranzo, a Torrevecchia Teatina, in via Canale. Il piccolo è ricoverato in prognosi riservata al policlinico Gemelli di Roma: ha bruciature di secondo grado sul 31% del corpo, in particolare su volto, collo, torace e braccia.
In base a una prima ricostruzione, intorno a mezzogiorno, la famiglia di origini cubane – papà camionista di 35 anni, madre casalinga di 32 e tre figli di 9, 6 e 4 anni – è nel piazzale esterno all’abitazione di campagna in vista del pranzo. I bimbi corrono all’aria aperta e si divertono, mentre i genitori si apprestano a cuocere la carne. All’improvviso, secondo il racconto del capofamiglia, il bambino di 6 anni urta inavvertitamente la “fornacella” e la fa cadere. Sono attimi drammatici, perché il carbone ardente finisce su una bottiglietta di alcol che si trova accanto al braciere: il piccolo viene investito in pieno da un ritorno di fiamma. I genitori lo soccorrono immediatamente: la mamma gli toglie i vestiti, nel tentativo di limitare le devastanti conseguenze delle ustioni. Dopo aver lasciato gli altri due figli da una vicina, i genitori caricano quello ustionato in macchina e si precipitano in pronto soccorso. La situazione appare critica fin da subito: verso le 15, il paziente viene trasferito a Roma con l’ambulanza del 118. L’ispettore Lorenzo Fagnano del posto fisso di polizia dell’ospedale avvia i primi accertamenti. Nella casa di Torrevecchia arrivano i carabinieri della stazione di Chieti Principale, al comando del luogotenente Michelangelo Donvito, e quelli del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena. Le indagini per ricostruire il dramma sono coordinate dal pm Giuseppe Falasca.
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