Bimbo di un mese trovato morto in culla

Lanciano. Il personale del Pronto soccorso ha tentato di rianimarlo per un’ora. La Procura apre l’inchiesta, oggi l’autopsia
LANCIANO. Hanno fatto di tutto per rianimarlo, ma per lui, un bimbo di appena un mese di vita, non c’era più niente da fare. È morto tra la disperazione dei genitori, dei parenti che attendevano il miracolo nella sala di attesa del Pronto soccorso di Lanciano e dei medici del Renzetti, che tutto hanno tentato, ma nulla hanno potuto per strapparlo alla morte. Anche perchè il piccolo è giunto in reparto già in arresto cardiaco, esanime.
Tragedia domenica mattina a Lanciano. Un bimbo, da poco sbocciato alla vita, è morto molto probabilmente a causa della Sids, (Sudden Infant Death Syndrome) ossia la “Sindrome della morte improvvisa del lattante”. Sul tragico evento è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Lanciano. Il neonato è arrivato in Pronto soccorso in braccio alla madre, 25enne, e con il papà 30 enne, sconvolti. I genitori attorno alle 11,20 erano andati in camera dove il piccolino dormiva perché doveva fare la poppata. Ma quando si sono avvicinati per prenderlo in braccio si sono accorti che il neonato non respirava più. Nonostante il panico e lo sgomento, la coppia, che ha già altri figli, ha preso il bimbo e di corsa l’ha portato in ospedale. Qui i medici lo hanno subito soccorso. L’equipe del reparto di Emergenza-urgenza diretto dal dottor Antonio Caporrella, coadiuvata da due rianimatori, ha tentato per oltre un’ora di rianimarlo. I medici hanno fatto l’impossibile, non solo il massaggio cardiaco per strapparlo alla morte. Hanno sperato anche nel miracolo, che non è avvenuto. Il neonato era giunto già in arresto cardiaco e ogni tentativo di rianimarlo è stato vano. Nella disperazione i genitori e i familiari che hanno atteso, tra lacrime e speranze, per oltre un’ora una buona notizia. Che non è arrivata.
Come prassi sono stati avvisati del tragico decesso i carabinieri della Compagnia di Lanciano e il sostituto procuratore Rosaria Vecchi, che ha aperto una inchiesta sull’accaduto. Atto dovuto, trattandosi di un neonato, perché i carabinieri hanno evidenziato che sul corpicino non c’era alcun segno di violenza fisica, né tanto meno lesioni collegabili a possibili cadute.
Un bimbo piccolo, delicato, e in apparenza sano. Il piccolino dalla sintomatologia clinica, dall’esame obiettivo e dai risultati degli esami strumentali effettuati sarebbe morto probabilmente a causa della “Sindrome della morte in culla”: l’incubo peggiore di ogni mamma. Ad ogni modo, per accertare le cause del decesso la Procura ha disposto l’autopsia. Che è stata affidata al medico legale Pietro Falco che la farà questa mattina.
L’autopsia darà quindi delle risposte, se mai ci possono essere risposte per la morte di un bimbo di appena un mese. Parole che non leniranno di certo il dolore di una madre e di un padre, di una famiglia che vive ora nella disperazione.
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