Bimbo malato, i carabinieri portano i farmaci

Il piccolo ha il Covid e i genitori sono in quarantena: una pattuglia consegna le medicine a casa
CHIETI. La battaglia contro il Covid non si combatte solo nelle corsie degli ospedali. La prima linea del fronte è anche sulle strade, dove i carabinieri sono impegnati – insieme alle altre forze di polizia – nei controlli a tappeto per verificare il rispetto dei decreti governativi finalizzati a contenere il rischio di contagio. Pattuglie h24, certo, ma c’è anche altro: gesti di quotidiana vicinanza ai cittadini. L’ultimo risale allo scorso fine settimana, quando una giovane coppia in quarantena, preoccupata per la salute del figlio di sette mesi malato di Covid, si è rivolta ai militari dell’Arma perché provvedessero ad acquistare le medicine per il bambino.
Tutto comincia sabato sera, nel momento in cui una madre di 29 anni contatta i carabinieri della stazione di Chieti Scalo. La giovane racconta che il piccolo è stato dimesso da poche ore dall’ospedale Santissima Annunziata, dove era stato ricoverato per una brutta broncopolmonite bilaterale. Il neonato ha bisogno di medicinali. Ma i genitori, che non possono allontanarsi dall’abitazione perché anche loro in isolamento fiduciario, non trovano amici e parenti in quel momento disponibili. Moglie e marito riferiscono di aver provato a contattare anche le strutture sanitarie, ma non sono arrivati riscontri, anche a causa dell’emergenza sanitaria che si è acuita negli ultimi giorni con i contagi schizzati alle stelle e gli ospedali che tornano a riempirsi. A questo punto, considerando il reale stato di bisogno di quella famiglia in difficoltà, i carabinieri del Radiomobile di Chieti si attivano immediatamente: reperiscono i farmaci in una farmacia di turno e li consegnano ai genitori del bimbo. I militari si presentano a casa del piccolo anche domenica, portando altri medicinali che erano stati prenotati il giorno precedente perché in quel momento non disponibili. E il sorriso della giovane coppia teatina è la ricompensa più grande per chi, anche nei giorni bui del lockdown, non si è mai tirato indietro, consegnando i computer agli studenti per permettere la didattica a distanza oppure ritirando le pensioni alle Poste e portandole a casa degli anziani per evitare pericolose file davanti agli uffici.
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