Bimbo morto a Roma Il papà è di Chieti: «Ora voglio giustizia» 

Il 35enne si è trasferito da un anno nella città della compagna «Era stremata dopo 17 ore di travaglio e l’hanno lasciata sola»

CHIETI. È di Chieti il papà del bimbo morto soffocato a Roma, all’ospedale Pertini, dopo che la mamma 29enne, che lo aveva allattato, si è addormentata sfinita dalla stanchezza per il parto e per le 17 ore di travaglio. «Provo dolore e rabbia per quello che è successo», ha detto il genitore di 35 anni. «Ci sono le indagini in corso e spero di poter ottenere giustizia, perché la mia compagna è stata abbandonata. Lei aveva chiesto più di una volta alle infermiere di portare il bambino al nido, ma non le hanno dato retta». Il genitore si era trasferito da un anno a Roma, la città della compagna. «Non capiamo perché non hanno dato ascoltato le richieste della mia compagna, consentendole di riposare un po’ in tranquillità. Ci è caduto il mondo addosso all’improvviso. Siamo passati dall’essere le persone più felici della terra per l’essere diventati genitori al tormento d’aver perso tutto in un attimo».
Bisognerà aspettare due mesi per stabilire con certezza i contorni della tragedia che si è consumata tra il 7 e l'8 gennaio, quando il neonato di tre giorni è morto presumibilmente schiacciato dalla madre addormentatasi dopo averlo allattato nella sua stanza. Per avere i risultati dell’autopsia del piccolo serviranno infatti 60 giorni. Per ora c’è soltanto una certezza: la donna è risultata negativa a tutti i test tossicologici e, quindi, è stata accantonata l’ipotesi che quella notte avesse assunto dei farmaci o altre sostanze. Intanto proseguono le indagini. Gli inquirenti hanno acquisito tutta una serie di documenti in ospedale, compresa la cartella clinica della donna per accertare, tra l’altro, se avesse preso il piccolo in braccio nel tardo pomeriggio e perché sia rimasta con il neonato fino a sera, quando l’infermiera in servizio si è accorta della disgrazia. In sostanza i magistrati devono chiarire se si siano violati i protocolli e se vi siano state delle negligenze, come denunciato dai familiari della piccola vittima. Al momento il fascicolo d’indagine per omicidio colposo aperto dai pm romani rimane contro ignoti. (cr.ch)
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