Bimbo non va a scuola per 2 mesi Assolti i genitori: doveva curarsi

28 Gennaio 2024

Coppia di origine romena finisce indagata perché le assenze in classe del figlio sono ingiustificate La preside manda una segnalazione ai carabinieri ma l’alunno era all’estero per problemi di salute

MIGLIANICO. Non hanno mandato il figlio a scuola per due mesi consecutivi, per la precisione 57 giorni, e i genitori finiscono sotto processo. Ma il fatto, per il giudice di pace di Chieti, «non costituisce reato» e ora i due, lei 37 anni e lui 39, di origine romena, sono stati assolti.
le assenze I fatti risalgono allo scorso anno scolastico, quando la preside della scuola primaria di Miglianico ha lanciato l’allarme perché il bimbo, che all’epoca dei fatti era iscritto alla quinta elementare, stava cumulando un numero di assenze non giustificate. Dal 19 aprile scorso fino alla fine delle lezioni, lo studente non si è infatti presentato in classe. La preside ha provveduto quindi a mandare una segnalazione ai carabinieri della stazione di Miglianico che hanno avviato le indagini.
LE INDAGINII genitori sono stati iscritti nel registro degli indagati per reato contravvenzionale, più precisamente «omissione su minore, senza giusto motivo, di adeguata istruzione». La coppia è stata quindi chiamata in tribunale a fornire una spiegazione. I due, assistiti dall’avvocato Tullio Zampacorta, in udienza hanno motivato l’assenza del figlio con i fatti. Secondo il racconto, il bimbo si era dovuto assentare dalle lezioni per motivi di salute. Soffrendo di improvvise e frequenti perdite di sangue dal naso e non trovando una soluzione nell’ospedale di Chieti, i genitori hanno cercato delle cure in Romania. I fatti sono stati quindi giustificati dalla documentazione sanitaria in lingua romena, poi tradotta in italiano.
promosso in prima media Più di due mesi di cure mediche all’estero che però non hanno tenuto il bimbo lontano dai libri. Sono stati infatti i genitori a testimoniare che durante quel periodo non hanno comunque fatto mancare l’istruzione al figlio, sia attraverso la lettura di libri sia facendolo aiutare dal fratello più grande che ha studiato in Italia. E c’è di più: i genitori hanno fornito al giudice anche la promozione del bimbo alle elementari, documento che ha permesso ad oggi di frequentare la classe prima della scuola media.