Bimo, nuovi esuberi Le Rsu: nessuno rispetta gli accordi

17 Settembre 2014

ATESSA. Ancora preoccupazione per la Bimo-Irplast, fabbrica della Val di Sangro che produce pellicole da imballaggio ed etichette. Tre mesi fa, in risposta a una crisi finanziaria che aveva...

ATESSA. Ancora preoccupazione per la Bimo-Irplast, fabbrica della Val di Sangro che produce pellicole da imballaggio ed etichette. Tre mesi fa, in risposta a una crisi finanziaria che aveva investito seriamente lo stabilimento, è stato siglato un accordo da Confindustria, Provincia, azienda e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil che riguardava la riduzione del salario accessorio e la firma della mobilità volontaria incentivata per 15 dipendenti. L’intesa avrebbe dovuto contribuire a sbloccare un nuovo accordo con le banche e liberare alcune risorse indispensabili per la sopravvivenza dell'azienda.

«Tutto ciò», scrivono ora le rsu e le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil a Regione, Provincia e governo, «non si è verificato, e per giunta, adesso continuano ad esserci altri 20 esuberi e l’azienda ha annunciato un’esternalizzazione di alcune attività produttive che interesserebbero circa 30 unita lavorative (cessazione di ramo d’azienda)».

Ben poco, secondo le rsu, è stato mosso dal punto di vista degli investimenti e l’azienda mancherebbe di capacità gestionale e di una programmazione in grado di risalire la china e salvaguardare i posti di lavoro (sono circa 170 gli attuali dipendenti).

«Le preoccupazioni», scrivono i sindacati, «sono aumentate nell’ultimo periodo in seguito alla formalizzazione da parte della direzione aziendale di problemi riguardanti i rapporti con le banche e le intese non ancora raggiunte, la proposta di esternalizzazione di alcune attività con il coinvolgimento di 30 unità, ulteriori esuberi dichiarati, difficoltà derivanti l’elevato costo dell’energia e ripercussioni negative sul mercato di riferimento e infine l'assottigliarsi della disponibilità degli ammortizzatori sociali. Chiediamo di agevolare un incontro urgente a livello ministeriale», fanno appello Cgil, Cisl e Uil, «con il coinvolgimento del Mise e del Ministero del lavoro, per analizzare la situazione e trovare eventuali soluzioni. Purtroppo i tempi sono strettissimi».

Daria De Laurentiis

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