Bimo: «Riprendiamoci il lavoro»

18 Aprile 2015

Operai in sciopero fino a lunedì: no alla mobilità per 133 persone e al passaggio della società

ATESSA. "Riprendiamoci il lavoro". É questo lo slogan dei dipendenti in sciopero ieri davanti lo stabilimento della Bimo-Irplast di Atessa, fabbrica per la produzione di pellicole da imballaggio e film protettivi in polipropilene, un derivato del petrolio. Il presidio è scattato, assieme a 20 ore di sciopero che proseguirà fino a lunedì, a seguito dell'apertura dal parte dell'azienda della procedura di mobilità per 133 dipendenti su 156. Alla base di una vertenza molto delicata che si trascina da mesi, così come le profonde difficoltà di bilancio dell'azienda, c'è l'ipotesi recente di terzializzare le attività dello stabilimento di Atessa ad una terza società attraverso la messa in mobilità collettiva degli operai che sarebbero riacquisiti in appalto da una ditta che si farebbe carico di tutte le attività e della riassunzione del personale licenziato. Ma i dipendenti non ci stanno.

«Ci sono altre ipotesi che non sono state nemmeno prese in considerazione», dichiarano le rsu Cgil, Cisl e Uil, «come i contratti di solidarietà, la mobilità volontaria, i finanziamenti da parte della Regione su innovazione tecnologica e sulla cogenerazione». «Se proprio terzializzazione deve essere», proseguono gli operai, «la società garantisca ai dipendenti lo stesso contratto e le stesse condizioni in termini di organizzazione del lavoro, salario, tutela dei diritti e Tfr. Chiediamo inoltre alle istituzioni come sia possibile a livello normativo lavorare nello stesso posto, con lo stesso lavoro, le stesse persone, ma a condizioni diverse».

Un appello è rivolto anche alle banche: «Il lavoro c'è ancora», specificano gli operai, «le banche ci garantiscano serenità per mantenere gli stessi livelli qualitativi e quantitativi della produzione».

La discussione in atto da mesi ha evidenziato anche uno scollamento tra la firma dei sindacati all'ipotesi di piano industriale sottoposta dall'azienda e la volontà di tutti i dipendenti di non ratificare con il voto quell'accordo. «Questa vertenza», sottolinea il segretario provinciale Filctem-Cgil, Giuseppe Rucci, « è anomala proprio perché vede un'azienda in mano alle banche. Ho sostenuto l'ipotesi di accordo perché volevo evitare quello che si è poi verificato, l'avvio della procedura di mobilità. In questi giorni opereremo per fare ciò che è meglio per i lavoratori e mi auguro di recuperare il senso di democrazia in fabbrica che si esplicita proprio nel voto». Intanto oggi e domani sono previste due ore di sciopero a giornata. Lunedì i dipendenti della Bimo-Irplast effettueranno altre 8 ore di sciopero e si troveranno in presidio davanti la sede di Confindustria a Mozzagrogna dove ci sarà l'incontro tra azienda, sindacati e rsu.

Daria De Laurentiis

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