Birra davanti al bar, 5 denunciati
Forza dell’ordine in prima linea. Un 40enne finisce sotto accusa per le bufale rilanciate su Facebook
CHIETI. Sorpresi a parlare fuori dal bar senza le dovute distanze di sicurezza. Per 5 avventori e il titolare del locale è scattata la denuncia, ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, da parte dei carabinieri di Torricella Peligna. Continuano in tutta la provincia i controlli delle forze dell’ordine per il rispetto del decreto governativo sul coronavirus che vieta gli spostamenti ingiustificati. Il controllo a Gessopalena è avvenuto nei giorni scorsi, prima che entrassero in vigore le ultime restrizioni imposte dal governo. Il bar, quindi, era regolarmente aperto. La verifica è avvenuta prima delle 18, orario imposto di chiusura. I 5, tutti uomini tra i 20 ed i 50 anni, erano radunati a bere birra ai tavolini del locale. I militari hanno ravvisato, comunque, il mancato rispetto delle prescrizioni, in particolare quella della distanza di sicurezza di almeno un metro, che ha fatto scattare la denuncia anche per l’esercente. Una denuncia per procurato allarme, a Fossacesia, per false notizie su Facebook: un quarantenne ha rilanciato su Facebook un messaggio ricevuto su Whatsapp e cioè la presenza in paese di due persone arrivate da Perugia e positive al Covid-19. Notizia però infondata.
Controlli anche a Guardiagrele: «Abbiamo assunto», spiega il vicesindaco e assessore alla viabilità Gianluca Primavera, «precise decisioni per favorire la distanza fisica tra le persone e sulle strade. Abbiamo incentivato i controlli da parte della polizia municipale che sta operando insieme ai carabinieri».
Fino al 3 aprile, gli sportelli degli Uffici passaporti, licenze e armi della questura di Chieti e dei commissariati di Lanciano e Vasto potranno subire variazioni e limitazioni di orario. Le prenotazioni dei passaporti dovranno essere inoltrate esclusivamente sulla piattaforma online della polizia di Stato, mentre i ritiri di documenti avverranno su appuntamento telefonico o mail. «Per le armi», spiegano dalla questura, «l’accesso al pubblico è limitato ai casi più urgenti come, ad esempio, la presentazione di una denuncia di possesso dell’arma da effettuare entro le 72 ore successive per quanti siano sprovvisti di indirizzo Pec. In ogni caso, il rilascio di titoli e licenze, considerando le restrizioni di mobilità, è subordinato alla dimostrata sussistenza di gravi e improrogabili motivi». (s.so.-g.i.)

