Blitz della polizia nel cantiere pericoloso

Operai sul tetto senza protezioni e a rischio caduta: attività sospesa, il titolare multato di 6mila euro
LANCIANO. Gli operai rischiavano di cadere nel vuoto salendo sul tetto della costruzione tramite un cestello solitamente utilizzato per sollevare materiale. È la primissima infrazione riscontrata dal personale della polizia amministrativa della questura di Chieti e del commissariato di Lanciano che lunedì mattina, insieme all'ispettorato del lavoro di Chieti, ha effettuato il blitz in un cantiere edile del Frentano. In seguito al controllo, il cantiere è stato sospeso e al titolare è stata inflitta una sanzione amministrativa di circa 6mila euro.
Proseguono i controlli disposti dal questore Aurelio Montaruli e mirati alla prevenzione e alle repressione dei casi di illegalità che riguardano il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento della manodopera, ma anche e soprattutto alla sicurezza dei lavoratori. L'impennata di incidenti, anche mortali, impone controlli più serrati per fare in modo che le norme a tutela dei dipendenti vengano rispettate. Ma proprio violazioni al testo unico per la sicurezza sul lavoro sono emersi dalle verifiche a una ditta edile della zona frentana. Il titolare ha ricevuto una serie di prescrizioni di natura tecnica, la cui inottemperanza comporterà la denuncia all'autorità giudiziaria. Innanzitutto è stata disposta la sospensione di tutte le operazioni condotte nel cantiere, dopo che è stata accertata la sussistenza di un grave pericolo di caduta nel vuoto per i dipendenti, poiché veniva utilizzata una modalità priva di qualsiasi sistema di sicurezza per far intervenire gli operai sul tetto della costruzione. Altre prescrizioni riguardano la mancanza di opere tese a scongiurare il pericolo di caduta dall’alto e di un idoneo piano di demolizione. È stata disposta la messa in sicurezza di tutta l’area di cantiere per via della presenza di materiale di risulta in eternit ed è stata inoltre riscontrata la presenza di manodopera proveniente dai centri di accoglienza per extracomunitari priva della sorveglianza sanitaria, ovvero degli accertamenti medici, obbligatoria per legge. Dopo questo primo controllo, seguiranno ulteriori accertamenti. Solo una volta sanate le anomalie e pagate le sanzioni, il cantiere potrà riprendere la sua attività.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

